Gli inglesi la chiamano palla “in the box”, un classico soprattutto dei minuti finali quando il tempo è poco e serve essere risoluti non andando troppo per il sottile con passaggi e passaggetti. Un concetto, questo, che sembra non appartenere al Benevento che da Auteri a Floro Flores, soprattutto in trasferta, ha quasi sempre portato all’estremo il possesso invece di gettare la palla in area (in the box) sperando di sparigliare le carte. Lunedì sera al “Vigorito” nel big match contro la Salernitana, squadra con la migliore difesa del girone fuori casa, i giallorossi dovranno essere bravi anche a snaturarsi all’occorrenza contro un collettivo come quello granata che chiude bene gli spazi ed è sempre reattivo sulle corsie laterali, zona cercata a volte con fin troppa insistenza dai giallorossi per fare breccia nei reparti arretrati avversari.
In settimana Floro Flores ha (di nuovo) provato il 4-3-3 ed i tempi potrebbero essere maturi per fare indossare alla Strega l’abito che il nuovo allenatore predilige. All’orizzonte quella che attende il Benevento è una gara maschia e non è affatto da escludere che l’allenatore possa mettere accanto a Scognamillo e Saio, a destra Pierozzi ed a sinistra Borghini sacrificando Ceresoli, perfetto in fase di spinta ma poco adatto per caratteristiche a guardarsi le spalle. In mezzo al campo Maita e Prisco sono sicuri di una maglia e per la terza pedina (in caso di 4-3-3) salgono le quotazioni di Talia che assicurerebbe filtro e dinamismo allo stesso tempo. In avanti pochi dubbi sul tridente Mignani-Lamesta-Manconi considerando che Tumminello per ora, complice una condizione fisica ancora deficitaria, sembra il lontano parente del bomber da doppia cifra ammirato a Crotone.
Durante la seduta a porte aperte Floro Flores non ha usato il “politically correct” sapendo di avere addosso gli occhi dei tifosi: senza girarci intorno ha più volte chiesto ai suoi di alzare l’asticella e di essere cattivi negli ultimi venti metri. Magari, all’occorrenza, anche con la palla “in the box” soprattutto se il punteggio resterà bloccato a lungo, cosa non successa a Cosenza con il Benevento che nonostante il passivo da recuperare nel finale non ha mai fatto avvicinare il pallone all’area continuando in uno sterile e inutile fraseggio.



















