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“Poniamoci una domanda centrale: come selezioniamo la nostra classe dirigente? Chi scegliamo? Chi porta voti? E soprattutto: come li porta quei voti? Non possiamo trasformare i procacciatori di favori in sindaci o assessori. Il punto non è la quantità del consenso, ma la qualità del consenso. Una volta eravamo la soluzione; oggi, troppo spesso, siamo parte del problema. Dobbiamo tornare a essere la soluzione: un partito radicato, riconoscibile, presente nei territori”. Lo ha detto l’eurodeputato Pd Sandro Ruotolo all’incontro Costruire l’alternativa, in corso a Montepulciano. “La questione morale, per me, è innanzitutto una questione etica. Non dobbiamo aspettare l’intervento della magistratura per dire che ‘c’è un problema’. Quando arriva la magistratura, il problema non è più politico: a quel punto è giudiziario. Il vero problema è prima. A Castellammare di Stabia, dove sono consigliere comunale, abbiamo provato a dimostrarlo. Dopo uno scioglimento per camorra, non ci siamo messi a celebrare la vittoria. Abbiamo acceso un faro. Con l’Università di Napoli abbiamo creato l’Osservatorio stabiese contro la camorra. Abbiamo studiato i flussi elettorali per individuare i picchi di preferenze nei quartieri controllati dai clan, abbiamo denunciato l’infiltrazione nella squadra di calcio, abbiamo monitorato le scelte dell’amministrazione. Abbiamo fatto politica: quella vera, che dà un senso all’impegno culturale e civile”. “Vorrei ringraziare Elly per quel suo essere testardamente unitari, per aver rimesso in piedi questo partito: oggi il Partito Democratico è tornato a crescere e può finalmente dire di essere pronto a costruire un’alternativa credibile al governo Meloni. E le regionali appena vinte sono state la prova generale della coalizione democratica, progressista e socialista con la quale costruire l’alternativa”.