Con una cerimonia solenne che si è svolta ad Atene, presso lo Stadio Panathinaiko, è stata consegnata all’Italia la Fiamma olimpica per i Giochi invernali del 2026 che si svolgeranno tra Milano e Cortina.
La lanterna ad olio che contiene la Fiamma accesa lo scorso 26 novembre nell’iconico sito di Olimpia è giunta a Roma nel pomeriggio “scortata” dal presidente della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò, dal numero 1 del Coni, Luciano Buonfiglio e dalla tennista Jasmine Paolini, tedofora allo stadio Panathinaiko. La lanterna farà rotta verso il Quirinale dove sarà custodita prima di essere esposta domani nella Sala delle Vetrate, sede della cerimonia con la Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry che darà il via al viaggio del sacro fuoco. A distanza di 20 anni (l’ultima volta a Torino 2006), il territorio italiano potrà quindi rivivere l’affascinante percorso della Fiamma olimpica che si snoderà lungo l’intero Stivale per un totale di 60 tappe da Roma (6 dicembre) all’arrivo a Milano previsto il 5 febbraio toccando tutte le province.
La Fiamma giungerà a Benevento il 27 dicembre proveniente da Latina rendendo prima omaggio a Cassino alla memoria e alla spiritualità della sua abbazia. Arriverà, poi, a Telese Terme prima di sostare a Benevento dove Piazza Castello e Corso Garibaldi saranno trasformati in un villaggio olimpico. Ogni giornata inizierà alle ore 7.30 e terminerà intorno alle 19.30 con l’accensione del braciere nella città di tappa
NUMERI – 63 giorni di viaggio, 60 città di tappa e 12mila chilometri da percorrere toccando tutte le 110 province della penisola. La Fiamma olimpica sosterà due giorni a Roma da dove il 6 dicembre prenderà il via il suo lungo cammino. Sarà a Napoli a Natale e festeggerà il nuovo anno a Bari; il 26 gennaio tornerà invece, dopo 70 anni esatti dalla Cerimonia d’Apertura dei Giochi, a Cortina d’Ampezzo e concluderà il suo tragitto a Milano facendo il suo ingresso allo Stadio di San Siro, la sera di venerdì 6 febbraio 2026. Il percorso è pensato anche per rendere omaggio al grande patrimonio storico culturale del nostro Paese che vanta il maggior numero di siti UNESCO al mondo.




















