La musica di Alessandro Quarta tornerà a incontrare il pubblico in un appuntamento di grande rilievo insieme alla Banda Musicale della Polizia di Stato. Il violinista e compositore di fama internazionale sarà protagonista domenica 7 dicembre al Teatro Gesualdo di Avellino, per una serata che unirà virtuosismo e intensità interpretativa.
La ricerca di Quarta si esprime attraverso due strumenti che rappresentano la sua identità artistica: un violino Giovan Battista Guadagnini del 1761 e un violino Svetozar Bogdanovski del 2008, ispirato al celebre Guarneri del Gesù “Panette” del 1737.
Il concerto di Avellino offrirà al pubblico l’occasione di ritrovare l’intensità e l’estro di un interprete capace di attraversare generi e atmosfere con uno stile riconoscibile e profondamente personale.
Il viaggio sonoro di “i 5 elementi”
Nel corso del concerto, Quarta eseguirà alcuni brani tratti dal suo album “I 5 elementi”, progetto nato in collaborazione con il pianista Giuseppe Magagnino e con l’Orchestra de I Solisti Filarmonici Italiani. L’artista aveva definito il disco come “un attraversamento emotivo tra energia, fragilità e forza creativa”, sottolineando l’equilibrio necessario tra gli elementi naturali e la responsabilità nel preservare il pianeta.
Il lavoro, interamente strumentale, aveva offerto un linguaggio musicale cinematografico, caratterizzato da melodie avvolgenti, atmosfere malinconiche e incursioni rock. La tracklist comprendeva “La Creazione”, “Terra”, “Acqua”, “Aria”, “Fuoco” ed “Etere”.
Un artista cresciuto accanto ai grandi direttori
Cresciuto artisticamente con maestri come Lorin Maazel, Eliahu Inbal, Charles Dutoit, Mstislav Rostropovich, Myung-Whun Chung, Georges Prêtre e Zubin Mehta, Quarta aveva ricoperto il ruolo di violino di spalla in tournée che lo avevano portato nelle principali sale d’Europa, America, Asia e Medio Oriente.
La sua versatilità lo aveva guidato verso collaborazioni con protagonisti della scena internazionale: dai Solisti dei Berliner Philharmoniker a Carlos Santana, da Mark Knopfler a Celine Dion, passando per Dionne Warwick, Liza Minnelli, Joe Cocker e Lenny Kravitz. Nel 2013 la CNN lo aveva definito “musical genius”.
Album, riconoscimenti e progetti che hanno segnato il percorso
Il suo debutto discografico risale al 2010 con “One More Time”, seguito dall’autobiografico “Charlot” nel 2014. Nel 2017 aveva ottenuto a Montecitorio il premio come miglior eccellenza italiana nel mondo per la musica. L’anno successivo aveva presentato il progetto “Alessandro Quarta plays Astor Piazzolla”, approdato a un album entrato tra i candidati ai Grammy Awards.
Parallelamente aveva composto “Dorian Gray”, brano interpretato negli spettacoli di Roberto Bolle e accolto da standing ovation all’Arena di Verona, alle Terme di Caracalla e in altri teatri italiani. Nel 2019 era stato ospite al Festival di Sanremo, accompagnando Il Volo nella serata dei duetti con “Musica che resta”. Nello stesso anno aveva emozionato l’Arena di Verona con un tributo dedicato ad Astor Piazzolla.
Tra le sue esecuzioni più significative figura il concerto in onore del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Teatro Municipale di Piacenza, con la prima assoluta della “Pucciniana”, composta per i cento anni dalla morte di Giacomo Puccini, e con una versione sinfonica di “Etere”.




















