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Si chiude con una condanna e un’assoluzione il processo nato dall’inchiesta della Guardia di Finanza sulla gestione dell’Ente morale San Filippo Neri di Benevento. Il Tribunale ha assolto Gaetano Penta, 61 anni, da tutte le accuse, mentre ha condannato l’avvocato Antonio Caroscio, 81 anni, alla pena di cinque anni di reclusione, limitatamente a due fatture risalenti agli anni 2013 e 2014. Caroscio è stato difeso dall’avvocato Antonio Leone, Penta assistito dall’avvocato Rino Caputo.

Caroscio e Penta erano imputati per peculato in relazione a una presunta appropriazione indebita di somme dell’Ente, per un importo complessivo che l’accusa aveva quantificato in circa 500mila euro. Secondo l’impianto accusatorio, i fatti si sarebbero verificati tra il settembre 2009 e il dicembre 2017, periodo in cui Caroscio ricopriva il ruolo di presidente del Consiglio di amministrazione e Penta quello di segretario contabile.

Nel corso del processo, il pubblico ministero Olimpia Anzalone aveva chiesto condanne severe: sette anni di reclusione per Caroscio e cinque anni e sei mesi per Penta, ritenendo provata l’indebita appropriazione di oltre 428mila euro.

La sentenza odierna ha ribaltato in larga parte le richieste della Procura. Il Tribunale ha infatti escluso la responsabilità penale di entrambi per la quasi totalità dei fatti contestati, pronunciando l’assoluzione piena per Penta e per Caroscio su tutti i capi d’imputazione, ad eccezione di due fatture relative al biennio 2013-2014, per le quali è stata riconosciuta la responsabilità dell’ex presidente del Cda, con la condanna a cinque anni di reclusione.