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Un bando del Comune di Napoli concede agevolazioni a favore di piccole imprese e microimprese, ma esclude due Municipalità: la prima (Chiaia Posillipo San Ferdinando) e la quinta (Vomero Arenella). La decisione però suscita qualche contrarietà.

La procedura è gestita dal Servizio Politiche a sostegno del lavoro. Applica un decreto del ministro delle attività produttive, riguardante “interventi per lo sviluppo imprenditoriale in aree di degrado urbano”. Con una dotazione complessiva di 4 milioni di euro, sono previste agevolazioni finanziarie per sostenere processi di consolidamento e di innovazione di imprese già costituite (2,5 milioni), oppure per la creazione di nuove aziende (1,5 milioni). Si punta a coprire un massimo del 65% di spese totali sostenute, entro un tetto di 80.000 euro ad azienda. L’obiettivo è aiutare lo sviluppo di progetti imprenditoriali, per imprese “aventi unità locale localizzate esclusivamente” in otto Municipalità su dieci.

Il bando non lo esplicita, ma salta all’occhio il taglio delle aree cittadine con il più alto Pil pro capite. La legge richiamata, del resto, parla di iniziative imprenditoriali in “zone che presentano particolari caratteristiche di degrado urbano e sociale”. Ma c’è chi obietta: anche le Municipalità 1 e 5 presentano luoghi di povertà e disagio sociale. “Bene gli aiuti alle imprese delle Municipalità, ma – afferma Rino Nasti dell’esecutivo regionale di Europa Verde – l’esclusione di Chiaia e Vomero è una scelta ingiusta e miope”. Secondo Nasti, consigliere della Municipalità 5, “anche in questi quartieri operano migliaia di piccole attività colpite da crisi, caro affitti e calo dei consumi, probabilmente non valutate dalle griglie di parametri predisposte dal decreto ministeriale di riferimento. E insomma, l’idea è che “le politiche di sostegno non devono creare quartieri di serie A e di serie B”. Dunque, la richiesta di Nasti: “Il Comune corregga il bando e garantisca equità territoriale”.