Come dopo una lunga vigilia romana, quando il conclave sembra infinito e poi arriva la fumata. Bianca. Finalmente, la Giunta.
Roberto Fico è a un passo dall’annuncio. Ultimi incastri, deleghe in rifinitura. A Santa Lucia si lavora a porte chiuse, col cronometro sul tavolo. Domani, salvo colpi di teatro, il varo ufficiale.
Il quadro è quasi definito. Il Partito Democratico piazza tre pedine pesanti: Mario Casillo, vicepresidente con delega ai Trasporti; Vincenzo Cuomo; e Andrea Morniroli, chiamato alle Politiche sociali. Tre uomini per il PD. Segnale chiaro, che dovrebbe far riflettere.
Resta in Giunta Fulvio Bonavitacola, in quota ‘A Testa Alta’ come riferimento dell’ex governatore Vincenzo De Luca, con delega alle Attività produttive.
Per Alleanza Verdi e Sinistra, entra Fiorella Zabatta: agricoltura, innovazione, filiere d’eccellenza. Mozzarella e vino compresi.
Dal Movimento 5 Stelle il nome è quello di Gilda Sportiello, rientro in Campania dopo la campagna al fianco di Fico.
Per il Psi conferma per Enzo Maraio. Capitolo Renzi ancora aperto: il leader di Italia Viva spinge per Teresa Bellanova, ma resta anche in piedi l’ipotesi Angelica Saggese.
E poi Noi di Centro, Mastella ha chiuso la sua designazione, sarà Maria Carmela Serluca.
La Giunta, insomma, è pronta. O quasi. Ma attenzione alla coda. Perché mentre l’esecutivo prende forma, nelle stanze del Consiglio restano fibrillazioni evidenti. La partita delle Commissioni consiliari è tutt’altro che chiusa. Pd, A Testa Alta e M5S fanno la voce grossa. Gli spazi si restringono. Le formazioni minori osservano. E annotano.
La legislatura parte. Ma non tutti si sentono già a bordo.




















