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Si è spento a 85 anni Giovanni Tafuro, lasciando dietro di sé un’eredità fatta di cultura, educazione e profondo senso delle istituzioni. La notizia della sua scomparsa ha suscitato commozione e cordoglio tra Montoro, sua terra natale, e Avellino, la città che per decenni lo ha visto protagonista di una lunga e appassionata stagione educativa.

Preside storico della Scuola Media Dante Alighieri, Tafuro è stato molto più di un dirigente scolastico: è stato un punto di riferimento umano e professionale, capace di coniugare rigore e ascolto, innovazione e tradizione. La sua visione della scuola come comunità educante, attenta prima di tutto agli studenti, ha segnato generazioni di docenti e alunni, contribuendo a rendere l’istituto un presidio culturale centrale per l’intero territorio.

Accanto all’impegno nel mondo dell’istruzione, Giovanni Tafuro ha servito la collettività anche sul piano istituzionale. Da consigliere comunale di Avellino, durante la consiliatura del sindaco Di Nunno, ha portato in politica lo stesso stile che lo ha sempre contraddistinto: sobrietà, mitezza e una costante attenzione al bene comune.

Profonda e sentita la testimonianza affidata ai social dall’Ic Dante Perna, che ha voluto ricordarlo come “figura di riferimento della scuola irpina”, sottolineando l’orgoglio con cui guidava la “Dante Alighieri” e l’amore autentico che nutriva per i suoi studenti. Un uomo determinato e corretto, ma al tempo stesso paterno e vicino, capace di lasciare un segno indelebile in chiunque abbia condiviso con lui un tratto di strada. Con la scomparsa del preside Giovanni Tafuro, l’Irpinia perde un educatore vero e un servitore delle istituzioni. Il suo esempio continuerà a vivere nelle aule, nei ricordi e nei valori trasmessi a intere generazioni.