L’incognita sulla celebrazione della Candelora resta al centro del dibattito religioso e sociale irpino, con una possibile svolta attesa nelle prossime ore a seguito di una conferenza stampa dell’Abate di Montevergine, Riccardo Guariglia. La questione ruota attorno all’impossibilità di raggiungere il Santuario a causa della chiusura della strada, situazione che ha spinto l’Abate a ipotizzare un rinvio del rito della benedizione delle candele al mese di aprile. Guariglia ha inoltre espresso parere contrario all’ipotesi di trasferire l’effigie della Madonna, o una sua copia, presso la struttura di Loreto, motivando la decisione con ragioni di spazio e logistica.
Il nodo della vicenda verrà affrontato domani durante un vertice ufficiale in Prefettura, un incontro decisivo per fare il punto della situazione e valutare la fattibilità delle celebrazioni alternative. Nel frattempo, la comunità religiosa e civile si sta muovendo per trovare soluzioni che evitino lo slittamento della data. Don Vitaliano Della Sala ha ufficialmente invitato l’Abate a officiare la messa a Mercogliano, mettendo a disposizione la chiesa di Capocastello o quella più ampia di Mercogliano per accogliere i fedeli.
Parallelamente, Massimo Saveriano, presidente dell’associazione “Per grazia ricevuta“, ha indirizzato una lettera appello a Guariglia chiedendo di non interrompere una tradizione secolare e suggerendo di permettere l’adorazione dell’immagine mariana presso il Palazzo Abbaziale. Sul tema è intervenuta anche Vladimir Luxuria, a testimonianza del forte valore simbolico che la festa riveste per i femminielli e per il legame storico con Mamma Schiavona.
Nonostante le preoccupazioni organizzative espresse dall’Abate, la volontà popolare resta quella di onorare la ricorrenza il 2 febbraio, a quaranta giorni dal Natale, per preservare un appuntamento di fede e speranza che la comunità ritiene irrinunciabile.

















