La prima udienza dibattimentale del processo per il tentato omicidio di Annarita Taddeo, 34 anni, ferita alla testa l’11 novembre 2023 a Benevento, si è conclusa questa mattina con un rinvio. Il procedimento riguarda Salvatore Giangregorio, 38 anni, e Alessia Petrucciani, 44 anni, entrambi di Benevento. Giangregorio è accusato di essere l’esecutore materiale dell’agguato, mentre Petrucciani risponde di aver fornito supporto logistico.
L’udienza, fissata presso il Tribunale di Benevento, non è entrata nel merito delle contestazioni. A determinare il rinvio è stato un difetto di notifica: il decreto di giudizio immediato, infatti, non era stato comunicato all’altro difensore di Petrucciani, l’avvocato Dello Iacono, che non si è presentato in aula perché ignaro della fissazione dell’udienza. L’avvocato Fabio Ficedolo, presente in aula, ha sollevato formalmente l’eccezione,l. Il Tribunale ha accolto l’istanza e ha disposto la riprogrammazione dell’udienza a nuova data, consentendo così la regolarizzazione delle notifiche e garantendo il diritto di difesa.
Il procedimento si inserisce in una vicenda giudiziaria complessa, iniziata con l’agguato dell’11 novembre 2023, quando la vittima fu colpita alla testa mentre si trovava sul pianerottolo della propria abitazione. Nonostante la gravità della ferita, Annarita Taddeo riuscì a sopravvivere grazie a un immediato intervento chirurgico presso l’ospedale San Pio di Benevento.
Per la stessa vicenda, il mandante Nicola Fallarino, 41 anni, è già stato giudicato con rito abbreviato e condannato a 10 anni di reclusione dal gup Salvatore Perrotta. Fallarino, detenuto nel carcere di Augusta al momento dei fatti, non accettava la fine della relazione con la vittima e avrebbe deciso di punirla per aver voltato pagina, continuando a vivere nella casa che avevano condiviso e gestire il bar che l’uomo considerava di sua proprietà. Secondo gli inquirenti, Fallarino continuava a perseguitarla con minacce pesanti e commissionò l’agguato a distanza. L’esecutore materiale, secondo le indagini, sarebbe stato Giangregorio, mentre Petrucciani avrebbe avuto il ruolo di supporto e copertura.
L’indagine della Squadra Mobile, partita immediatamente dopo il ferimento della donna, ha permesso di ricostruire la dinamica dell’agguato, recuperando tra l’altro la pistola utilizzata e lo scooter compatibile con quello impiegato dai malviventi. Dalle perquisizioni e dalle intercettazioni è emerso come Fallarino controllasse gli spostamenti della vittima anche da remoto, tramite cellulari e impianti video collegati al bar della donna.
Fallarino, noto alle cronache per l’omicidio di Cosimo Nizza nel 2009, condanna divenuta definitiva nel 2023, ha scelto di collaborare con la giustizia. Trasferito in una località protetta, il suo contributo è stato determinante per ricostruire la vicenda.
Il processo a carico di Giangregorio e Petrucciani è stato rinviato al 18 febbraio.




















