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Una premessa è d’obbligo. In ogni valutazione serve equilibrio. E’ giusto che una città abbia gli stalli blu, i cosiddetti parcheggi a pagamento, ma è anche giusto che esista uno spazio di parcheggio libero. Anche se in proporzioni diverse, ma ci deve essere l’uno e l’altro. 

A Benevento c’è un’esplosione di parcheggi a pagamento, stalli che prima erano bianchi e che si sono trasformati in blu, se prima si poteva fermare l’auto liberamente adesso bisogna fare attenzione, il passaggio cromatico è questione di attimi e il verbale dietro l’angolo.

Sia chiaro, non esiste una proporzione fissa e obbligatoria nella suddivisione, esiste un equilibrio sostanziale e ragionevole stabilito dal Codice della Strada. Certo, possono esserci delle eccezioni con una concentrazione alta in presenza di particolari esigenze di traffico o in zone specifiche, come i centri storici o le aree a traffico limitato (ZTL).

E, in aggiunta, secondo la Cassazione se un cittadino contesta una multa sulle strisce blu per totale assenza di stalli gratuiti nelle vicinanze, spetta al Comune dimostrare di aver rispettato l’obbligo di garantire alternative libere o di possedere una specifica motivazione urbanistica. Insomma si può cercare di far valere un diritto.

Ma neanche si deve vedere il ‘demonio’ quando si guarda la striscia blu, c’è da farci l’abitudine perchè bisogna incentivare il mezzo pubblico o lo spostamento a piedi specie quando le mete sono molto vicine. 

Certo, nel capoluogo sannita ormai è più facile trovare il parcheggio blu che quello bianco, così come è facile trovare un parcheggiatore quando è stata superata la fascia oraria di pagamento o addirittura non è previsto.

Una colata di blu che rischia di trasformare la città delle streghe in quella a misura di puffo.

Immagine di pura fantasia.