Dal 1° gennaio 2026 anche in Campania i pedaggi autostradali sono aumentati. Un ritocco apparentemente minimo, in linea con l’adeguamento all’inflazione, che però racconta molto di più se osservato dal punto di vista di chi l’autostrada la percorre ogni giorno.
Sulla A16 Napoli–Benevento, una delle arterie più utilizzate da pendolari, lavoratori e studenti, il pedaggio è salito a 6,70 euro per 83 chilometri, con un aumento di 10 centesimi rispetto al 2025. In termini percentuali l’incremento può sembrare trascurabile, ma il dato diventa meno rassicurante se tradotto nel linguaggio che pesa davvero sulle tasche degli automobilisti: 8,07 euro ogni 100 chilometri.
Un costo che, pur restando sotto la soglia dei 10 euro ogni 100 km registrata su altre tratte italiane, conferma come anche in Campania viaggiare in autostrada sia tutt’altro che economico. Soprattutto per chi non può scegliere alternative. La Napoli–Benevento non è una tratta turistica, ma una direttrice quotidiana, fondamentale per i collegamenti tra il capoluogo e l’entroterra. Qui il pedaggio non è una spesa occasionale, ma una voce fissa del bilancio familiare.
È proprio su questo punto che il rincaro, seppur “contenuto”, mostra il suo lato più critico. Dieci centesimi in più a viaggio significano diversi euro a fine mese per chi utilizza l’autostrada cinque giorni a settimana. Un aumento silenzioso, che non fa rumore ma si accumula, mentre il costo dei carburanti resta elevato e le alternative di trasporto pubblico continuano a essere insufficienti o poco competitive.
Il quadro che emerge è chiaro: l’adeguamento all’inflazione viene applicato in modo uniforme, ma gli effetti non lo sono affatto. In territori come la Campania, dove la mobilità privata resta spesso l’unica soluzione praticabile, anche piccoli aumenti diventano strutturali. E il rischio è che il pedaggio autostradale continui a trasformarsi, anno dopo anno, in una tassa di fatto sulla mobilità quotidiana.
La Napoli–Benevento, con i suoi numeri, è l’esempio concreto di come il tema dei pedaggi non riguardi solo le percentuali comunicate dal Ministero, ma la vita reale di chi ogni mattina imbocca l’autostrada per andare a lavorare. Una questione che, al netto dei decimali, pesa sempre più.




















