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Sette anni di reclusione, interdizione perpetua dai pubblici uffici e una serie di misure accessorie particolarmente afflittive: è questa la sentenza pronunciata dal Tribunale nei confronti di un ragazzo di 24 anni, al termine del processo di primo grado per una grave vicenda di violenze e abusi ai danni di una giovane, all’epoca dei fatti minorenne, con cui aveva intrattenuto una relazione sentimentale.

La decisione è arrivata oggi da parte del collegio del Tribunale di Benevento presieduto dal giudice Rotili. I giudici, riconosciute le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti, hanno rideterminato la pena rispetto alla richiesta del pubblico ministero, che aveva sollecitato una condanna a dieci anni di carcere per violenza sessuale aggravata su minore, atti persecutori, rapina e lesioni personali aggravate. Oltre alla pena detentiva, il Tribunale ha disposto il risarcimento dei danni in favore della parte civile. Sul piano delle pene accessorie, è stata stabilita l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, il divieto di svolgere il ruolo di tutore e di insegnare nelle scuole. Al termine dell’esecuzione della pena detentiva, è stata infine applicata una misura di sicurezza della durata di un anno. La parte civile, rappresentata dall’avvocato Gerardo Giorgione, aveva chiesto il riconoscimento della piena responsabilità dell’imputato, mentre la difesa, affidata agli avvocati Antonio Leone e Fabio Ficedolo, aveva sollecitato l’assoluzione sostenendo l’insussistenza dei fatti contestati.

La sentenza chiude il primo grado di un’inchiesta condotta dalla Squadra mobile, che nel 2023 aveva portato all’arresto del giovane, successivamente rimesso in libertà. L’attività investigativa era stata avviata nel settembre 2022, dopo la denuncia della ragazza, che aveva raccontato agli inquirenti una relazione iniziata nel 2020 e caratterizzata, secondo la sua ricostruzione, da minacce, pressioni e violenze subite quando era ancora minorenne.