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Si è concluso con una sentenza di assoluzione il procedimento giudiziario a carico di Raffaele Ceniccola, 42 anni di Guardia a Sanframondi, coinvolto nell’inchiesta avviata nel 2019 dalla Procura di Roma sulla gestione di un centro di primissima accoglienza per minori stranieri non accompagnati. La decisione è stata pronunciata ieri dal Tribunale di Roma, che ha assolto il 42enne dalle accuse di abbandono di minori e frode nelle pubbliche forniture, reati per i quali era stato sottoposto, all’epoca dei fatti, a misure cautelari personali. Nel 2019 l’uomo aveva infatti scontato due mesi di arresti domiciliari e successivamente tre mesi di obbligo di firma. L’uomo è stato difeso dall’avvocato Antonio Di Santo.

L’indagine, che portò complessivamente all’adozione di provvedimenti cautelari nei confronti di numerosi soggetti, riguardava la gestione del centro di accoglienza gestito dalla Onlus Virtus Italia, operante a Roma sulla base di un accordo con il Comune capitolino. Secondo l’impianto accusatorio, gli indagati avrebbero favorito o tollerato l’allontanamento dei minori dalla struttura al solo scopo di continuare a percepire le somme previste dall’appalto pubblico, nonostante l’assenza effettiva degli ospiti. In particolare, veniva contestato che i minori non accompagnati venissero lasciati liberi di allontanarsi o addirittura indotti a farlo, mentre agli enti competenti veniva attestata falsamente la loro permanenza nel centro, così da incassare le quote giornaliere previste per l’accoglienza.

Il procedimento a carico di Ceniccola si è ora concluso con una pronuncia assolutoria, che chiude definitivamente la sua posizione giudiziaria nell’ambito di questa vicenda. Con la sentenza di ieri, il Tribunale di Roma ha quindi escluso la sua responsabilità penale in relazione ai fatti contestati.