Metal detector sì, metal detector no. La proposta del ministro Valditara non può che essere divisiva. Da un lato c’è chi punta su un grado di sicurezza maggiore anche nelle scuole, dall’altro chi, invece, non vorrebbe trasformare un luogo di cultura in un carcere o palazzo di giustizia. Una soluzione restrittiva ma non risolutiva, ciò che si controlla nella scuola non può essere controllato all’esterno.
Un’idea che ha preso corpo, se i dirigenti ne faranno richiesta, dopo la dilagante abitudine dei giovani a girare armati, specialmente con coltelli, e l’omicidio di uno studente 18enne accoltellato nell’Istituto Professionale ‘Chiodo’ di La Spezia da parte di un 19enne per questioni di gelosia. Senza contare che nello stesso periodo c’è stato il rischio di contarne due di morti per un altro accoltellamento di fronte al Liceo Artistico di Sora e stavolta per uno sguardo di troppo.
E allora si deve correre ai ripari. Non basta più la sensibilizzazione, adesso serve uno strumento vero e proprio per scoprire chi si sveglia la mattina e decide di portare un coltello a scuola. Un luogo di istruzione che si trasforma in luogo militarizzato, a qualche preside non piacerà l’idea, qualcuno la troverà necessaria.
Di certo c’è chi ci ha pensato con largo anticipo ed è la preside dell‘Istituto ‘Marie Curie’ di Ponticelli, che ha adottato questa misura due anni fa.
Il sentore che la diffusione di armi bianche stava crescendo l’ha portata a prevenire invece che curare e il beneficio è stato il senso di sicurezza crescente negli alunni della sua scuola. Ma il problema resta: se la sensibilizzazione da sola non basta significa non aver avuto la capacità di insinuarsi nella mente dei ragazzi e fargli capire quanto sia sbagliata una scelta del genere.
Aggiungere anche il controllo è come aver compreso che forse le parole non bastano più e purtroppo questa considerazione riguarda anche famiglie, istituzioni e scuole. Adesso serve passare all’azione.
Ma, in questo caso, a chi compete il controllo? Di sicuro non ai docenti o al personale ATA, ma questo è un altro capitolo di un problema che deve essere risolto




















