Tempo di lettura: 2 minuti

Dopo l’incendio presso il sito di stoccaggio e lavorazione di rifiuti nella zona industriale di Airola, in via Caracciano, si è svolto un tavolo di coordinamento interistituzionale presso il Salone di Rappresentanza della Prefettura, per mettere a punto le misure di contrasto all’emergenza.

Alla riunione erano presenti tutte le autorità preposte, compresa l’Arpac e la Protezione Civile. Presenti inoltre i sindaci di Apollosa, Montesarchio e Bucciano, per un esame della situazione che si è protratto per oltre due ore. La riunione era stata richiesta dall’assessore regionale Fiorella Zabatta. In videoconferenza erano presenti i vertici di governo delle province di Caserta, Avellino, Napoli e Salerno.

Il Prefetto Rafaella Moscarella, al termine del summit, ha sottolineato: “I Vigili del Fuoco hanno fatto un lavoro straordinario. Il 90% del rogo è domato. Siamo riusciti a entrare finalmente nell’ultimo capannone”.

La precauzione resta comunque massima. Il Prefetto ha spiegato: “I cittadini devono ancora osservare con cautela. La risorsa idropotabile non è stata assolutamente coinvolta. Per i suoli occorrerà aspettare per valutare le conseguenze. Ora è troppo presto”. Il Prefetto, inoltre, ha rimarcato inoltre come Asl e Arpac stiano lavorando sulla qualità dell’aria: “Siamo di fronte a una geometria molto variabile e soggetta a mutazioni”.

Per l’Arpac, il dirigente Gianluca Scoppa ha spiegato: “Sulla qualità dell’aria abbiamo installato diversi campionatori per la rilevazione di diossine, di cui uno ad Airola, epicentro del fenomeno. Questo campionatore ci ha dato un esito negativo per le prime 24 ore successive all’installazione; nel secondo ciclo di campionamento è rientrato nella soglia di riferimento. Non possiamo assolutamente escludere un nuovo incremento dei valori. Dobbiamo aspettare che il dato venga stabilizzato”.

Si passerà quindi a una fase di campionamento dei suoli, per verificare come gli eventuali contaminanti abbiano agito sul terreno.

Presente anche il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che ha spiegato, parlando della falda acquifera: “Un giorno la diossina è alta, un giorno è bassa. I problemi sono di natura ambientale: bisogna evitare speculazioni. Dobbiamo rassicurare i cittadini, che sono molto perplessi e ovviamente in ansia”.