Il divieto di trasferte imposto ai tifosi della Fiorentina e della Roma dopo gli scontri in autostrada, apre a una riflessione ben più ampia in tema di tifoserie e nuovi modi di confrontarsi tra le parti.
Ormai gli stadi sono diventati i posti più sicuri del mondo, di scontri non se ne vedono più o se ne vedono veramente pochi e tutti circoscritti. Ormai il campo si è spostato lungo le autostrade nazionali.
E’ la nuova frontiera del confronto, studiare le mappe e i possibili incroci, quelli utili per generare le occasioni. Una lunga linea che attraversa l’Italia per studiare quale è il momento adatto e chi si incrocia lunga la strada con la possibilità di affrontarsi nel bel mezzo del traffico, tra macchine in fase di sorpasso e frenate brusche. Insomma altro rischio anche per chi ha poco interesse per il calcio.
Non esiste una serie di appartenenza, è un discorso che parte dalla A e arriva fino ai dilettanti. Per i campionati regionali vale ancora la legge dell’affrontarsi nella cittadina della sfida anche se i Prefetti stanno correndo ai ripari per applicare il divieto di trasferta anche nei tornei regionali.
Divieti di trasferta che vanno a colpire chi, invece, non ha alcuna intenzione di indossare un passamontagna e brandire un’asta in piena autostrada. E poi ci si lamenta del calcio in mano alle Tv. Se la strada intrapresa è quella del divieto, pare logico pensare che sia il telecomando l’arma da usare per godersi una partita.




















