E’ stato costituito anche nel Sannio il Comitato civile per il no al referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia. Il Comitato, nato presso la sede provinciale della CGIL, vede riuniti Associazioni e privati cittadini.
Luciano Valle, segretario provinciale della Cgil, ha voluto contestualmente promuovere un seminario per sostenere la tesi del no alla riforma del centrodestra introdotta con legge costituzionale e che sarà sottoposta al vaglio degli elettori con il cosiddetto referendum confermativo, cioè votando “Si” la riforma sarà definitivamente introdotta, mentre con il “No” tutto resta come è oggi.
Presenti in via Leonardo Bianchi anche Rosa Razzano, presidente provinciale del Pd, e Annamaria Mollica coordinatrice di Sinistra Italiana. La contrarietà rispetto alla riforma votata dal centrodestra sta nel fatto che essa si limita ad introdurre la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, senza affrontare minimamente la durata abnorme dei processi e il sistema farraginoso e burocratico, alla base degli stessi che si traducono di fatto in una negazione della giustizia: secondo la Cgil e gli altri soggetti sono invece proprio questi ultimi gli argomenti che interessano davvero i cittadini.
Questo pomeriggio nel salone Leonardo Bianchi il segretario Valle ha sottolineato: “In Italia abbiamo 12.000 precari nella macchina della giustizia che non vengono assunti definitivamente, mentre si pensa a riforme inutili Questo Governo con una deriva autoritaria vuole invece controllare i magistrati c’è la necessita di fermare questa deriva contro la Costituzione. Mi sembra questa una volontà politica di avere anche il controllo della magistratura”.
Valle ha lanciato l’allarme sulle conseguenze della scelta del centrodestra: “La nostra Costituzione e i suoi padri costituenti avevano pensato bene che questi poteri non possono essere modificati”.
Presente anche la Associazione Libera dalle mafie con il suo referente provinciale Michele Martino che ha sottolineato: “Dobbiamo votare no. L’avvocatura e la magistratura non si stanno rendendo conto che la politica li sta facendo fessi. Mentre loro discutono sui tecnicismi la politica sta legiferando per avere sempre di piu’ le mani libere come abolire il reato d’abuso d’ufficio, l’intolleranza alla Corte dei Conti stanno ipotizzando il premierato stanno mettendo in discussione l’autonomia della magistratura. E’ una Riforma che ha il sapore di una vendetta politica”.
Annamaria Mollica di Sinistra Italiana ha attaccato: “Il governo Meloni mette in stato d’accusa il potere indipendente dello Stato quindi la magistratura. E’ in pericolo la democrazia e la Costituzione.

























