È stata rinviata al 30 gennaio la prima udienza del processo a Suor Bernadette, religiosa indonesiana di 45 anni, già madre superiora della Congregazione dello Spirito Santo, accusata di aver sottratto gioielli, monili, oggetti sacri ed ex voto dalle chiese della diocesi di Ariano Irpino – Lacedonia. La religiosa ha richiesto il patteggiamento a 3 anni e 4 mesi.
Nel corso dell’udienza, i fedeli della parrocchia di Bonito, rappresentati dagli avvocati Antonella Fiorillo e Ida Lanzone, hanno richiesto di costituirsi parte civile per il riconoscimento del danno morale in violazione del sentimento religioso. Gli avvocati hanno presentato un atto di significazione al giudice e hanno formalmente depositato atto di costituzione di parte civile, sulla cui ammissione il giudice si è riservato e dovrebbe decidere unitamente alla richiesta di patteggiamento.
Secondo l’impianto accusatorio, Sor Bernadette avrebbe approfittato del proprio ruolo nella curia diocesana per accedere ai locali dove erano conservati i cosiddetti “tesori” delle parrocchie, tra cui oggetti votivi di grande valore destinati alla Madonna e ai santi. Alcuni gioielli e bracciali sono stati recuperati nelle stanze della religiosa ad Ariano Irpino e a San Cesareo, in provincia di Roma. Parte del ricavato della presunta rivendita degli oggetti sarebbe stato trasferito ai familiari in Indonesia.
Il bottino complessivo, secondo le stime investigative, ammonterebbe a circa 13 chilogrammi di oro. La vicenda era emersa a seguito della denuncia del Vescovo di Ariano Irpino, monsignor Sergio Melillo, dopo la scoperta della sparizione di oro votivo in diverse comunità, tra cui Bonito, Castel Baronia, Carife e Savignano Irpino.
Sor Bernadette, dopo l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Rebibbia, si trova attualmente agli arresti domiciliari in una residenza dell’ordine monastico a Pineta Sacchetti, in provincia di Roma.




















