A San Mauro Cilento è stato sottoscritto il Patto “Abitare il futuro – oltre la retorica delle aree interne”, un documento politico-culturale che propone un nuovo approccio alla governance e allo sviluppo dei territori rurali, di collina e di montagna. A firmarlo sono state cinquanta personalità provenienti dal mondo della politica, dell’associazionismo e della ricerca.
La sottoscrizione è avvenuta al termine di tre giorni di lavoro e confronto, organizzati in occasione del cinquantesimo anniversario della Cooperativa Nuovo Cilento, che hanno coinvolto circa mille partecipanti tra workshop, seminari, tavoli tematici e conferenze.
Alla cerimonia conclusiva erano presenti Giuseppe Cilento e Antonello Di Gregorio, rispettivamente fondatore e presidente della Cooperativa, il direttore scientifico del programma di ricerca-azione Rural Hack Alex Giordano, coordinatore dei lavori del Patto, Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud, e tre osservatori internazionali: TeChun Chen, Bio-Districts Global Ambassador presso IN.N.E.R., Jostein Hertwig, coordinatore del programma Organic Food System delle Nazioni Unite, e Paramie Vidarshana Undupitiya Gamage, ricercatrice Rural Hack e Youth Representative del World Food Forum Italia della FAO.
Prima firmataria del Patto l’assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, la cui partecipazione si inserisce in una fase politica in cui il futuro delle aree interne viene indicato come priorità strategica dell’azione regionale.
“Dobbiamo fare in modo che non si parli più di politiche calate dall’alto, ma di politiche costruite insieme ai territori – ha dichiarato Serluca – perché altrimenti si rischia di distribuire risorse che non valorizzano il capitale umano necessario per affrontare il ricambio generazionale e l’uso delle nuove tecnologie, anche in agricoltura. Il Patto rappresenta un punto di partenza per avviare un processo virtuoso a cui la Regione Campania intende dare concretezza”.
La firma del documento coincide simbolicamente con i cinquant’anni di attività della Cooperativa Nuovo Cilento, fondata nel 1976 da Giuseppe Cilento e da sempre impegnata in un percorso di riscatto e sviluppo territoriale. “Siamo onorati che questo Patto venga firmato qui – ha affermato Cilento – e sentiamo la responsabilità di dare seguito agli impegni assunti. I problemi delle aree interne richiedono tempi lunghi, costanza e forza. Il mio compito oggi è trasferire ai giovani le competenze e le esperienze positive maturate in una vita”.
Tra i promotori del Patto, Rural Hack, programma di innovazione del CeSMA dell’Università di Napoli Federico II, nato per portare tecnologie, competenze digitali e nuovi modelli organizzativi nei territori agricoli e interni. “Questo Patto nasce da una comunità d’intenzione, non da nostalgie o appartenenze statiche – ha spiegato Giordano – le aree interne non sono identità da proteggere, ma processi da abitare. Il progresso non può essere imposto dall’esterno, ma costruito a partire dai territori, dai loro saperi e dalle relazioni che li attraversano, contribuendo già oggi alla definizione delle politiche del ciclo 2028–2034”.



















