Tempo di lettura: < 1 minuto

Prima sotto al Comune con bandiere e striscioni e fumogeni, poi sotto la Prefettura. Al Sindaco e al massimo rappresentante del governo in provincia di Salerno, i lavoratori delle Fonderie Pisano di Salerno tornano a chiedere quanto da 10 anni è la domanda cruciale attorno al destino delle stabilimento industriale situato in Viale degli etruschi a Fratte, al centro di una lunga battaglia che accusa l’attività produttiva di aver inquinato il quartiere. Dopo la sentenza della commissione europea che ha sancito il diritto alla salute dei cittadini, è il momento decisivo  di dare una risposta al quesito: delocalizzare sì, ma dove? Presenti anche i rappresentanti sindacali della Cgil che hanno manifestato sotto i portici con la segretaria Francesca D’Elia e il segretario provinciale della funzione pubblica Antonio Capezzuto. Presente anche il presidente della Commissione ambiente del Comune di Salerno Arturo Jannelli. “Io sto con i lavoratori perché anche se l’impianto va trasferito dobbiamo salvaguardare il loro posto di lavoro” ha ribadito. Questa di oggi potrebbe essere l’ultima chiamata prima della decisione dell’imprenditore Ciro Pisano di trasferire altrove l’attività produttiva. Foggia è dietro l’angolo.