di Gianluca Veluscek
Presentato al Circolo del Tennis “Quello che non ho visto arrivare” testo scritto dal direttore sportivo Giorgio Perinetti con il giornalista Michele Pennetti. Denso di ricordi ed emozioni, le pagine narrano una tragedia, di una figlia che muore e di un padre che non si accorge di quanto le sta accadendo, se non quando tutto è ormai inevitabilmente compiuto.
Allora nascono mille domande su quello che non ha visto arrivare, su ciò che poteva fare e non ha fatto. Trovando come unica risposta quella di dedicarle un libro, scritto con toni duri e forti, non tanto (o non solo) per ricordarla, ma soprattutto per aiutare altre ragazze ad uscire dal trappola subdola dell’anoressia nervosa e salvarsi.
“Non ho visto arrivare il disagio – racconta Perinetti -, i segni del malessere, che pure ripensandoci, dopo tanto tempo, forse c’erano. Il mio problema è stato proprio questo. Spiego nel libro lo smarrimento, l’inadeguatezza, lo sconcerto del genitore che non sa cosa fare, dove andare. Non è una cosa semplice. Poi dopo scopri che ci sono istituti che se ne occupano, ma non è un male facile da contrastare, soprattutto perché nel soggetto c’è il rifiuto della cura. Non per un fatto autolesionistico, bensì perché non riconosce il fatto di stare male. Anzi, è convinto di stare bene”. Alle parole del direttore Perinetti, hanno fatto seguito quelle della dottoressa Chiara Celentano rappresentante Aidapl’associazione dei disturbi dell’alimentazione e del peso, che ha dato maggiore incisività sull’aspetto neurologico.




















