Classe 2005, personalità da veterano e una chioma che richiama subito paragoni illustri. Andrea Le Borgne si è presentato ufficialmente come nuovo rinforzo del centrocampo dell’Avellino, portando con sé l’entusiasmo di chi ha già assaggiato la Serie A con il Como sotto la guida di Cesc Fabregas. Nonostante l’interesse di club della massima serie francese, come il Brest, Le Borgne non ha avuto dubbi: “Il direttore mi ha cercato con insistenza e quando mi hanno spiegato il progetto e il calore dei tifosi, ho scelto Avellino perché l’Italia è il posto giusto per crescere ancora”. Un feeling, quello con la piazza, che affonda le radici nelle sue origini: “Vengo da Marsiglia, una piazza calda, e per me giocare con l’aiuto dei tifosi è la cosa più importante“.
Sul campo, Le Borgne ha le idee chiare. Nonostante la sua duttilità, il tecnico Raffaele Biancolino sembra aver già individuato per lui un ruolo preciso: “Il mister preferisce che giochi come mediano play per aiutare la squadra a uscire palla al piede, giocando a uno o due tocchi“. Fondamentale nel suo percorso di crescita è stato il rapporto conFabregas: “È un tattico fortissimo, con lui sono cresciuto tanto. Mi ha detto che Avellino è il posto giusto per me perché è un campionato difficile con molta qualità”.
In Francia, molti lo accostano a un big della Nazionale e della Serie A: “Spesso mi paragonano a Adrien Rabiot, forse per la postura o per i capelli, e in effetti gioco un po’ come lui”. Nonostante la giovane età, Le Borgne vanta già diverse presenze nelle selezioni giovanili francesi, un’esperienza che spera di mettere al servizio dei lupi: “Giocare in Under 20 o Under 21 è un passo importante per arrivare in alto”.
L’impatto con lo spogliatoio è stato immediato: “Mi hanno accolto tutti bene, sono già legato ai più giovani come Palumbo e Milani“. Per la sua nuova avventura ha scelto la maglia numero 27, un numero dal valore affettivo: “È la data del mio compleanno e di quello di mia mamma”. Le Borgne si dice già pronto per la sfida di domenica contro il Monza, pronto a dimostrare che, oltre al talento, c’è una maturità fuori dal comune: “Parlo così in modo naturale, non è forzato, sono fatto così”.

















