Si terrà il 19 febbraio, in Cassazione, l’udienza che stabilirà se nella città di Roma ha operato un gruppo criminale di stampo mafioso capeggiato da Michele Senese e dai suoi più stretti familiari.
Senese è stato condannato il 15 gennaio scorso a 11 di reclusione dalla Corte di appello di Roma per un serie di reati: autoriciclaggio, usura ai danni di imprenditori, tutti ritenuti aggravati perché, secondo gli inquirenti, commessi per agevolare il presunto clan Senese.
Ad aver reso dichiarazioni nei confronti di Michele Senese, oramai 70enne e con precedenti per reati gravissimi tra cui l’omicidio, ci sono ben sei collaboratori di giustizia.
Poi ci sono le intercettazioni in carcere, acquisite durante i colloqui con i familiari, che sempre per gli inquirenti, contribuirebbero a dimostrare la esistenza del clan Senese, finora mai sancita.
Se la Cassazione dovesse confermare che i reati contestati, relativi al biennio 2017-2018, siano stati effettivamente commessi per agevolare il clan Senese, si aprirebbero le porte del carcere per più stretti familiari del boss.
Di recente Michele Senese ha rafforzato il suo collegio difesivo nominando l’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli, specializzato nei ricorsi per cassazione, il quale si affiancherà all’avvocato Valerio Spigarelli, suo legale nei procedimenti giudiziari che finora lo hanno visto imputato.
Senese è stato condannato il 15 gennaio scorso a 11 di reclusione dalla Corte di appello di Roma per un serie di reati: autoriciclaggio, usura ai danni di imprenditori, tutti ritenuti aggravati perché, secondo gli inquirenti, commessi per agevolare il presunto clan Senese.
Ad aver reso dichiarazioni nei confronti di Michele Senese, oramai 70enne e con precedenti per reati gravissimi tra cui l’omicidio, ci sono ben sei collaboratori di giustizia.
Poi ci sono le intercettazioni in carcere, acquisite durante i colloqui con i familiari, che sempre per gli inquirenti, contribuirebbero a dimostrare la esistenza del clan Senese, finora mai sancita.
Se la Cassazione dovesse confermare che i reati contestati, relativi al biennio 2017-2018, siano stati effettivamente commessi per agevolare il clan Senese, si aprirebbero le porte del carcere per più stretti familiari del boss.
Di recente Michele Senese ha rafforzato il suo collegio difesivo nominando l’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli, specializzato nei ricorsi per cassazione, il quale si affiancherà all’avvocato Valerio Spigarelli, suo legale nei procedimenti giudiziari che finora lo hanno visto imputato.




















