Terza sconfitta in una settimana, terzo campanello d’allarme che suona forte al Partenio-Lombardi. Dopo i ko contro Monza e Frosinone, anche il Pescara passa in Irpinia e infligge all’Avellino un colpo pesante, non solo in classifica ma soprattutto nel morale. Una caduta che accende i riflettori sulla posizione di Raffaele Biancolino.
Nel post gara è il direttore sportivo Mario Aiello a metterci la faccia. Il dirigente prova a distinguere l’ultimo ko dagli altri: «Il tenore di questa sconfitta è diverso. La prestazione è stata molto negativa, ma la squadra non ha mai mollato. Non siamo riusciti a fare il nostro gioco, quello che spesso ci ha portato risultati».
Una spiegazione che non basta a placare la contestazione del pubblico, esplosa al termine della gara. «È giusto contestare e contestarmi. Faccio parte dell’area tecnica. Spero che questi cori possano trasformarsi in applausi, come accaduto in passato», ammette Aiello, assumendosi le proprie responsabilità.
Il nodo centrale resta la mancanza di equilibrio tra risultato e prestazione. «Nel girone di ritorno i risultati sono venuti meno, ma la prestazione c’è sempre stata. Oggi no. I gol subiti non sono ascrivibili a un singolo, ma a un problema collettivo. Dobbiamo alzare la soglia d’attenzione».
Sul fronte obiettivi il messaggio è netto: «Dobbiamo salvare la categoria. Siamo stati chiari fin dall’inizio». Un richiamo alla realtà, anche alla luce di un monte ingaggi cresciuto del 15-20% dopo la promozione.
Il tema più caldo resta quello legato al tecnico. «Non è un argomento ancora trattato – chiarisce Aiello –. Non c’è stato un incontro con la società. Questa sconfitta ci porterà tra stasera e domani a un confronto per capire le motivazioni di questo risultato».
Parole che sanno di snodo cruciale. «Oggi abbiamo meritato di perdere. Possiamo solo chiedere scusa». La notte porterà consiglio. E forse anche decisioni.

















