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“Una presenza scomoda? Può darsi”. Il pronipote del Duce del fascismo, venuto a Benevento per presentare un suo saggio sul Ventennio, presso la sede comunale di Palazzo Paolo V, non può passare inosservato ed in effetti la sua presenza è stata oggetto di contestazione nei giorni precedenti alla presentazione del libro. Ma il discendente del Duce ha continuato: “Eppure la tematica delle tematiche e cioè quella della genesi del Fascismo, nella sua duplice natura movimentista e di potere, è centralissima nella vita politica e sociale italiana”. Mussolini e il Fascismo sono state al centro dell’attenzione a seguito della ricerca storica svolta da Caio Giulio Cesare Mussolini, bisnipote del Duce. D’altra parte la stessa veste dello storico è scomoda e quando arriva a Benevento con questi panni per promuovere la sua visione del Ventennio, comunque suscita scalpore anche perché, a parte l’ingombrante cognome (ed anche il nome, a dire il vero) in molti si sono chiesti se non intendesse svolgere opera di revisione del fascismo.

La riflessione sul Ventennio è comunque una palestra necessaria ma paludosa e l’autore ha dichiarato di  esserne consapevole. Certo, l’impostazione del suo lavoro è opinabile, perché ad esempio la genesi del movimento Caio la fa derivare come reazione al biennio rosso, il che è vero come è vero che a porre argine fu il Grande Capitale che da buoni cugini del fascismo li assecondarono e li finanziarono e così i fascisti ne furono il braccio armato.
La questione è comunque davvero delicata e l’Autore comunque si sarebbe posto l’obiettivo nel suo lavoro di scrostare da ovvietà l’interpretazione del Fascismo partendo dall’insigne studioso Renzo De Felice che è stato autore di lavori che sono il testo guida per capire quella fase storica. Insomma l’opera di Caio Mussolini Un libro va letto per capire e perché no contestare qualche esegesi forse forzata. Un parterre di grande effetto per sorreggere il dibattito; accanto a Ida Santanelli, ispiratrice dell’incontro, Pasquale Viespoli e Umberto Del Basso De Caro e Giancristiano Desiderio a moderare.
Un forse eccessivo spiegamento di forze dell’ordine ha fatto da cornice, per via delle contestazioni solo verbali espresse dalla sinistra cittadina per la serata culturale. A tanti anni dalla fine del fascismo e di una epoca storica con la morte di Benito Mussolini quella stessa epoca continua a parlare L’Autore ha detto che il fascismo ‘E’ un fenomeno complesso articolato , se ne continua a parlare sempre più per sentito dire invece che studiato. È un fenomeno molto complesso, articolato, non un menù alla carta dal quale scegliere ciò che fa comodo. Ho scritto L’altra storia per dare una visione diversa da quella che è stata raccontata in questi 80 anni”. L’Autore racconta di un lavoro di ricerca storica, inattaccabile: “Trovo ridicolo che qualcuno pensi che io non possa scrivere o presentare un libro per via del mio cognome. Invito sempre chi è critico a venire a discutere: confrontarsi fa bene, e leggere l’altra storia sorprende”.

Mussolini ha inoltre ribadito l’importanza di studiare la storia in modo completo e contestualizzato: “Ho cercato di riunire centinaia di fonti, distinguendo tra romanzo e lavoro storico. Studiare la storia è complesso, ma necessario per arrivare a una visione condivisa. È fondamentale lasciarci il fascismo alle spalle e non usarlo come strumento di scontro politico. Oggi parlare a vanvera di fascismo è anacronistico e fuorviante”.

Mussolini ha anche parlato anche di Antonio Scurati, autore di numerosi libri, tra i quali M.: “Lui scrive romanzi. Questo è un valore storico. Il fascismo è un tema che attira ed è descritto come una caricatura. Il mio lavoro è stato di sintesi, ho unito centinaia di fonti”. L’ideatrice della serata ha dapprima sottolineato che aveva invitato anche l’Anpi e il suo presidente Amerigo Ciervo ma quest’ultimo avrebbe declinato l’invito. Nei giorni scorsi L’Anpi aveva ribadito che il fascismo resta una pagina storica segnata da repressione e soppressione delle libertà, richiamando il valore antifascista della Costituzione e della memoria della Resistenza: “E’ la necessita di superare le fratture ideologiche. Cercare occasioni di confronto a piu voci come quest’evento culturale per studiarlo come periodo storico il fascismo. Molti confondono il negazionismo con il revisionismo”.

La Santanelli ha concluso: “E’ stravagante che io non possa chieder la disponibilità della sala. Solo un pregiudizio verso il cognome. Censurare un ufficiale di marina in congedo è un pregiudizio nel 2026 a causa del suo cognome”.