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Le commedie di Eduardo Scarpetta, quelle di Nino Taranto e dei fratelli De Filippo ma anche Eleonora Duse e Sarah Bernhardt. Sul palco del teatro Sannazaro, inaugurato il 26 dicembre del 1847, è sfilata in quasi due secoli la storia del teatro, napoletano e non, in una location di particolare bellezza e collocazione strategica, nel cuore della città e del suo salotto buono. Nell’ipotetico album dei ricordi, in prima pagina potrebbe essere collocato l’incontro di due geni: qui si conobbero, avviando amicizia e collaborazione, Luigi Pirandello ed Eduardo.
Aperto alla presenza e col plauso di tutta l’aristocrazia napoletana – in prima fila don Giulio Mastrilli, duca di Marigliano, che lo aveva fortemente voluto e pagato – il Sannazaro, dicono le cronache del giornale Roma, fu considerato da subito “uno dei più belli e graziosi teatri che conoscessimo”.
Al Sannazaro andarono in scena commedie di successo di Eduardo Scarpetta, divenute immediatamente celebri come “Li nepute d”o sinnaco” e “Santarella”, che, nel 1889, restò in scena con più di cento repliche così che rapidamente si affermò la convinzione che quel palcoscenico “portava bene”. Con Eduardo Scarpetta, suo figlio Vincenzino e tanti altri attori celebri furono applauditi protagonisti di drammi e commedie scritti tra gli altri da Gabriele D’Annunzio, Ernesto Murolo e Libero Bovio. Nel 1932 vi furono ospitati gli allora quasi sconosciuti fratelli De Filippo che, per la stagione 1932-1933, presentarono ben quindici “novità”.
Dopo un periodo di crisi dovuto ai conflitti bellici ed al dopoguerra il Sannazaro, ridotto a cinema mal frequentato e degradato come era avvenuto per molte delle storiche sale napoletane, impoverì la sua programmazione, fino a quando, alla seconda metà del 1960, fu rilevato da Nino Veglia e da Luisa Conte, “coppia” del teatro napoletano che ha lasciato segni profondi nel pubblico.
Il teatro Sannazaro fu riaperto il 12 novembre del 1971 con Annella di Portacapuana di Gennaro D’Avino nella riduzione di Michele Prisco, in scena la Compagnia Stabile Napoletana con Luisa Conte, Ugo D’Alessio, Pietro De Vico. Il Sannazaro da allora fu, con crescente successo, un teatro per la città, dallo schietto carattere popolare, attento al teatro di tradizione da recuperare cercando di legarlo alla scrittura di giovani autori. Tanti i lavori da tutto esaurito, con in scena anzitutto Nino Taranto e Luisa Conte.
Alla morte di Luisa la nipote, Lara Sansone, ha preso le redini della direzione artistica del Sannazaro, creando una Compagnia capace di reinventare i grandi classici del teatro napoletano ma anche ospitando gli spettacoli di attori “di tradizione” come Benedetto Casillo. 
 
Nipote d’arte, la nonna era Luisa Conte storica prima donna del teatro partenopeo più volte in scena accanto a Eduardo De Filippo, Lara Sansone – direttrice artistica del teatro Sannazaro – si è sempre divisa tra la passione per il palcoscenico e la tv fino a diventare già da qualche anno un volto noto al grande pubblico grazie al ruolo di Bice Cerruti interpretato nella soap di Raitre ‘Un Posto al Sole’ che è ambientata a Napoli.
In scena sin da giovanissima, ha recitato con tutti i grandi del teatro e della commedia napoletana: da Nino e Carlo Taranto a Enzo Cannavale, da Giacomo Rizzo a Peppe e Concetta Barra, fino a Sergio Bruni e Aurelio Fierro. Oltre a condividere la scena con la nonna Luisa Conte.
Nelle vesti di regista teatrale ha allestito molte edizioni dello spettacolo Cafè-Chantant. Poi il suo impegno come direttrice artistica del teatro di cui la nonna era stata anima fino alla sua morte che risale al 1994.