La politica, a volte, somiglia più a un matrimonio che a una partita a scacchi. O ci credi davvero, oppure alla prima tempesta salta tutto. Clemente Mastella sceglie proprio questa metafora per rispondere a Piero De Luca e, di fatto, accoglie con favore l’apertura del Partito Democratico verso il campo largo.
“Matrimoni fatti per interesse o sotto dettatura dei parenti e degli amici sono matrimoni che durano poco”, avverte il sindaco di Benevento.
Poi l’auspicio: “Io spero che questo sia un matrimonio convinto che possa durare nel tempo, anche nell’interesse reciproco”.
Il riferimento è chiaro. Non un’alleanza di facciata, ma un’intesa strutturata, con lo sguardo già proiettato alle comunali di Benevento e alle politiche del 2027.
Mastella alza l’asticella e inserisce il tema nel perimetro della democrazia nazionale: “Il prossimo anno si voterà a Benevento città e alle elezioni politiche, quindi bisogna tener conto di questo aspetto che sarà determinante per la democrazia del paese”. Non è solo una questione locale. È una strategia di campo.
Poi l’affondo, netto: “Chi si astiene dal mettere in moto il meccanismo del campo largo, in parte è suicida e in larga misura non agevola l’elemento di democrazia del nostro paese”. Parole che suonano come un monito agli scettici.
E ancora più esplicito il passaggio sui numeri: “Mi pare abbastanza evidente che il Pd debba stare nel campo largo progressista. Noi potremmo scegliere di fare diversamente. Senza di noi il centrosinistra beneventano prenderebbe meno del 30%, sarebbe un disastro e favorirebbe le destre”.
Tradotto: l’apertura del Pd viene accolta con fervore, ma l’equilibrio è delicato. Mastella si propone come perno indispensabile. Senza di lui, il centrosinistra rischia di sfarinarsi. Con lui, può ambire a restare competitivo.
Il matrimonio, insomma, può celebrarsi. Ma serve convinzione. E soprattutto serve farlo presto. Perché il 2027 non è poi così lontano.



















