Un debito di 3.200 euro per cocaina acquistata e non pagata sarebbe all’origine di una doppia aggressione ai danni di un 45enne di Benevento. Per questa vicenda il gip Salvatore Perrotta, su richiesta del pm Patrizia Filomena Rosa, ha disposto il giudizio immediato nei confronti di cinque imputati, arrestati a dicembre 2025 in due distinti momenti dalla Squadra Mobile. Se non verranno scelti riti alternativi, il processo inizierà il 14 aprile. Tutti gli imputati sono attualmente detenuti in carcere. La persona offesa è assistita dall’avvocato Fabio Ficedolo.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, al centro della vicenda ci sarebbe un debito non onorato: 3.200 euro, somma ritenuta il corrispettivo di alcune partite di cocaina. Le pressioni per ottenere il pagamento sarebbero culminate in un’aggressione avvenuta nell’abitazione della vittima, che in quel periodo si trovava agli arresti domiciliari. Per la prima aggressione è imputato Guido Gagliardi, 38 anni, di San Leucio del Sannio, (avvocato Luca Cavuoto). A suo carico è contestata la tentata estorsione, in concorso con Daniele Pizzone, 32 anni, di Benevento (avvocato Gerardo Giorgione), e Manuel Ragucci, 31 anni, di San Leucio del Sannio (avvocato Cavuoto). Sarebbero stati loro, secondo l’accusa, i mandanti del pestaggio che Gagliardi avrebbe materialmente compiuto nei confronti dell’allora 44enne. Un’aggressione durante la quale l’uomo sarebbe stato colpito con pugni alla testa e al torace. Secondo quanto contestato, Daniele Pizzone avrebbe assistito in diretta all’episodio attraverso una videochiamata su WhatsApp, mentre la vittima veniva picchiata.
Dopo il primo pestaggio, il 45enne si era recato al pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli, dove era stato medicato e poi dimesso. Ma la vicenda non si sarebbe conclusa lì. Rientrato a casa, nella notte si sarebbe trovato davanti Alessio Ragucci, 22 anni, (avvocato Cavuoto), e Michel Giangregorio, 35 anni, (avvocato Fabio Russo), entrambi di San Leucio del Sannio. I due, secondo l’impostazione accusatoria, gli avrebbero intimato di consegnare il cellulare. Al rifiuto, glielo avrebbero strappato dalle mani colpendolo con pugni, costringendolo a tornare nuovamente in ospedale. Per questo secondo episodio l’accusa contestata è quella di rapina.
La vicenda è sfociata in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Perrotta e successivamente confermata dal Riesame. Ora la parola passerà al dibattimento, che prenderà il via ad aprile davanti al Tribunale di Benevento.




















