È stata una mattinata di riflessione e partecipazione quella che ha visto protagonista don Luigi Merola, sacerdote noto per il suo impegno antimafia e presidente della Fondazione Onlus A’ Voce de’ Creature, all’Istituto Tecnico Economico “Luigi Amabile” di Avellino.
L’incontro, organizzato nell’ambito delle attività di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva, si è tenuto martedì 25 febbraio 2026 alle ore 10.30 nell’Aula Magna della scuola.
Il tema scelto per la giornata, “Quando la fede anima la vocazione alla legalità”, ha posto al centro del dibattito il legame tra impegno personale, responsabilità sociale e contrasto alle dinamiche criminali.
Dopo i saluti istituzionali della dirigente scolastica, prof.ssa Antonella Pappalardo, l’iniziativa è proseguita sotto la guida del moderatore, l’avvocato Almerigo Pantalone.
Durante il suo intervento, don Merola ha condiviso con gli studenti la sua lunga esperienza di lotta alla criminalità organizzata attraverso strumenti di cultura, solidarietà e supporto ai giovani a rischio, offrendo esempi concreti di scelte coraggiose e di militanza civile.
La testimonianza del sacerdote, figura simbolo nella lotta contro la criminalità e nel sostegno ai minori vulnerabili, ha rappresentato per gli studenti un momento di confronto diretto sui valori di giustizia, responsabilità e servizio alla comunità.
Don Merola ha rivolto un messaggio diretto ai giovani presenti: “Riprendetevi la vostra vita, svegliatevi ogni mattina con la consapevolezza che la scuola deve offrirvi tutte le opportunità possibili” – una scuola che sappia essere “aperta al territorio, capace di far entrare testimoni credibili, persone in grado di trascinare e motivare”.
Un punto centrale del suo intervento è stato il ruolo dei modelli culturali e mediatici nella formazione dei giovani. Don Merola ha criticato la rappresentazione del carcere in alcune serie televisive di grande successo, come Mare Fuori, sostenendo che l’immagine offerta può risultare fuorviante se non contestualizzata: “È assurdo vedere un carcere come quello di Nisida rappresentato come un’agenzia matrimoniale, con detenuti che si sposano e fanno l’amore”.
Secondo il sacerdote, fenomeni come i social network e alcune fiction televisive possono attirare l’attenzione dei ragazzi verso modelli di vita basati sui “soldi facili” e sulla spettacolarizzazione del crimine, trascurando invece storie di riscatto, giustizia ed esempi positivi di impegno sociale, come quelli di magistrati o educatori che dedicano la vita al bene comune.
Nel corso dell’incontro don Merola ha inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza della partecipazione civica, sollecitando i giovani a riavvicinarsi alla politica e all’esercizio consapevole dei diritti, e ha sottolineato la necessità di creare spazi aggregativi e culturali – palestre, cinema, teatri – dove i ragazzi possano impegnare il proprio tempo in attività costruttive.
A moderare l’incontro è stato l’avvocato Almerigo Pantalone, con la partecipazione anche del Capitano Alessandro De Palma, comandante della Compagnia Carabinieri di Avellino, a sottolineare l’importanza di un impegno condiviso tra scuola, istituzioni e forze dell’ordine per contrastare fenomeni di illegalità e disagio giovanile.



















