Un ponte inclusivo tra sanità e istruzione che, ponendo i pilastri sulla ricerca scientifica tende a tradursi in interventi umanitari e sociali di alto impatto, capaci di rendere le comunità più sane, accoglienti e resilienti. É l’obiettivo del progetto sperimentale dedicato alla promozione del benessere psicologico della comunità educativa, con un focus specifico sulla popolazione migrante, (che costituisce la fetta più consistente della popolazione studentesca del CPIA) presentato oggi, mercoledì 25 febbraio, presso la sede del CPIA “Paulo Freire” ospitata dall’IPSEOA “R. Virtuoso”.
L’iniziativa, che introduce uno studio pilota d’avanguardia approvato dal Comitato Etico Territoriale Campania 2, nasce da un protocollo siglato dal CPIA Salerno e dall’ASL Salerno. La ricerca prevede due fasi, una di screening e una relativa al trattamento di gruppo. La procedura di screening avverrà attraverso un sondaggio. Il cuore del progetto è un intervento di gruppo basato su un approccio terapeutico riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per il trattamento dello stress derivante da eventi traumatici e condizioni di vita avverse.
L’intervento mira a fornire strumenti concreti di resilienza ai migranti che frequentano l’istituto, soggetti spesso esposti a traumi pre-migratori e alle difficoltà del processo di integrazione. La ricerca scientifica è coordinata dalla Dott.ssa Deborah Vivo, docente del CPIA, psicoterapeuta e ricercatrice, insieme al Dott. Germano Fiore, Direttore dell’Unità Operativa di Salute Mentale di Salerno (ASL). I risultati attesi sono di un miglioramento dello stress psicologico.
Soddisfazione è stata espressa dalla Dirigente Scolastica del CPIA “Paulo Freire”, Maria Montuori, che ha sottolineato il valore sociale e pedagogico dell’iniziativa:
“La nostra scuola non è solo un luogo di alfabetizzazione, ma un presidio di cittadinanza e di accoglienza. Con questo progetto compiamo un passo decisivo verso una presa in carico globale della persona: non possiamo ignorare il carico emotivo e i traumi che molti dei nostri studenti portano con sé. Grazie alla sinergia con l’ASL e all’impegno della dott.ssa Vivo, offriamo loro la possibilità di trasformare il dolore in resilienza, costruendo le basi per una reale integrazione nel tessuto sociale del nostro territorio”.

















