C’è un filo verde che attraversa il Festival di Sanremo 2026 e porta dritto in Irpinia. Non solo interpreti in gara, ma autori, storie familiari e perfino la voce che accompagnerà le serate del Festival.
Tra i protagonisti spicca certamente Tommaso Paradiso, cittadino onorario di Ariano Irpino, città natale della madre Nazaria e della nonna. Per lui è la prima volta in gara all’Ariston con “I Romantici”, un brano che si muove tra nostalgia e autobiografia, nel solco di quella scrittura intima che lo ha reso uno dei cantautori più riconoscibili del panorama italiano. Paradiso non è cresciuto con entrambi i genitori ed è profondamente legato alla madre, grossista di pietre originaria del Tricolle, che lo ha cresciuto da sola. Un legame forte, che ritorna spesso nei suoi testi e che oggi si intreccia simbolicamente con il palco più importante della musica italiana.
Ma se Paradiso rappresenta il volto noto, è dietro le quinte – e nella sigla stessa del Festival – che l’Irpinia lascia un segno ancora più evidente.
La voce di Welo, nome d’arte di Manuel Mariano, classe 1999, segnerà tutte e cinque le serate di Sanremo 2026. Infatti “Emigrato (Italiano)” a fare da jingle ufficiale di questa edizione. Un percorso, il suo, molto diverso rispetto a quello dello scorso anno, quando Gabry Ponte aveva visto la sua “Tutta l’Italia” – inizialmente presentata tra i Big ma non selezionata – trasformarsi in sigla del Festival per volontà del direttore artistico Carlo Conti. Il successo del brano aveva poi portato Gabry Ponte fino al San Marino Song Contest, conquistando la possibilità di rappresentare il piccolo Stato all’Eurovision Song Contest.
Per Welo, invece, la strada è stata più diretta e, per certi versi, più romantica. Il giovane artista ha partecipato a Sanremo Giovani con il brano “Emigrato”, arrivando fino alla finale di “Sarà Sanremo”. La sconfitta nello scontro decisivo contro Angelica Bove gli ha precluso l’accesso alla categoria “Nuove Proposte”. Il brano è scritto da Welo insieme a Frada, nome d’arte dell’irpino Francesco D’Agostino, autore e producer che ha contribuito in modo determinante alla costruzione del pezzo e al suo adattamento per la versione utilizzata come intersigla. Autore che ha firmato brani anche per Giorgia e per altri importanti artisti della scena italiana-
Sanremo 2026 parla irpino anche grazie a “Poesie clandestine”, brano interpretato da LDA e Aka7even. Il pezzo porta tra gli autori anche l’irpino Vito Petrozzino, confermando come il territorio continui a incidere nella scrittura della nuova scena pop italiana. Per LDA, nome d’arte di Luca D’Alessio figlio di Gigi, il Festival rappresenta un passaggio di maturità artistica: “Poesie clandestine” è un brano che intreccia fragilità generazionale e linguaggio diretto, con sonorità contemporanee e una forte impronta emotiva.

















