di Tracy Di Piro
Nella Biblioteca del Seminario Vescovile di Caserta ieri è stato presentato il volume “La libertà che feconda. Episodi di Storia del Cristianesimo”, edito da Eurilink University Press. Protagonisti dell’iniziativa, promossa dall’Unione Ex allievi Don Bosco “Umberto Cirillo” di Caserta, sono stati i coautori Giancristiano Desiderio, Domenico de Vivo, Oscar Sanguinetti e don Roberto Spataro, ad accompagnarli il procuratore della Repubblica presso Napoli Nord, Domenico Airoma, e l’avvocato penalista e presidente dell’associazione organizzatrice, Gennaro Iannotti.
Il volume, di 108 pagine e con prefazione di Salvatore Romano, inaugura una collezione dedicata alla storia del cristianesimo. In questo primo testo si parte dalle origini, dalle testimonianze pagane sulla vita di Cristo fino alla svolta costantiniana del III d.C. Il punto di partenza della riflessione storica, culturale e teologica è stato il saggio crociano “Perché non possiamo non dirci cristiani” (1942), di cui si è analizzato come, seppur da una prospettiva atea e idealista, Croce non abbia misconosciuto il ruolo del cristianesimo nella nascita dell’Occidente. Giancristiano Desiderio ha analizzato il contesto storico e politico in cui Croce ha scritto il suo saggio (Seconda Guerra mondiale) e ha sottolineato come la libertà, conquista spirituale e civile, derivi anche dall’esperienza cristiana.
Domenico de Vivo analizza gli scritti degli storici romani, Plinio il giovane, Tacito e Svetonio, spesso critici col cristianesimo, che testimoniano la nascita e l’organizzazione delle prime comunità cristiane e delle persecuzioni.
Oscar Sanguinetti si concentra sulla figura di Costantino, la vittoria a Ponte Milvio, la fine delle persecuzioni contro cristiani e l’editto di Milano (313 d.C.) grazie al quale viene riconosciuta la libertà di culto. Nel testo la chiesa costantiniana viene riletta come fase complessa e decisiva nel rapporto tra cristianesimo e potere politico.
Don Roberto Spataro richiama la figura di Origene, intellettuale cristiano e primo teologo, con lui nasce l’esegesi biblica come rigorosa ricerca sui testi sacri e il concetto di Dio come logos (razionalità).
Il testo tenta di dimostrare come l’Occidente, inteso come luogo culturale, sia nato in seno alla cultura cristiana: il concetto di libertà come bene non negoziabile, il pensiero critico, il principio dell’uguaglianza, la libertà di coscienza, il riconoscimento della dignità della persona che non deriva dalla nascita o dal censo e la legittimità alla disobbedienza al potere fondata sull’interiore homine rappresentano il dna della cultura occidentale, impensabili senza la rivoluzione cristiana, e dovrebbero porsi ancora oggi nella nostra società post-moderna come punti di riferimento ideali e valoriali.




















