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Svolta nelle operazioni di messa in sicurezza del costone del Partenio. Dopo i sopralluoghi tecnici dei giorni scorsi, entrano ufficialmente in azione i rocciatori specializzati. Una squadra di operai acrobatici, pronti a lavorare sospesi nel vuoto, è stata chiamata per domare la parete rocciosa che sovrasta la strada provinciale, chiusa dallo scorso novembre a causa di un massiccio smottamento.

L’intervento dei “ragni” della Costiera si è reso necessario per affrontare i punti più critici e impervi della frana, là dove i mezzi meccanici tradizionali non possono arrivare. L’obiettivo è chiaro e ambizioso: stabilizzare il versante e liberare la carreggiata per consentire la riapertura del transito, almeno a senso unico alternato, entro le festività pasquali.

La situazione resta complessa. Italo Giulivo, capo della Protezione Civile regionale, ha definito il cantiere “estremamente delicato” a causa della pendenza e della natura del terreno. Secondo le stime emerse dagli ultimi incontri tra l’Abate di Montevergine, Riccardo Guariglia, e le autorità regionali, servirebbero tra gli 8 e i 9 milioni di euro per un ripristino totale e definitivo dell’intera area colpita.

Non è solo una questione di fede. Il blocco della strada e della funicolare sta mettendo in ginocchio l’economia locale. I commercianti di Mercogliano e Ospedaletto d’Alpinolo, che vivono di turismo religioso, guardano con ansia al calendario. “Senza la riapertura per Pasqua, il danno sarebbe incalcolabile”, spiegano dagli esercizi storici ai piedi del santuario.

I lavori dovrebbero durare complessivamente circa due mesi. Se il cronoprogramma verrà rispettato, i pellegrini potranno tornare a far visita a “Mamma Schiavona” proprio nel periodo più importante dell’anno liturgico. Oltre alla viabilità stradale, il completamento di questa fase di messa in sicurezza è il passaggio obbligato anche per il ripristino della funicolare, ferma per precauzione fin dal giorno del disastro.