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Il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Napoli, con una nota a firma del presidente Marco Nonno e de vice presidente Luigi Rispoli, rende noto di aver formalmente diffidato l’Azienda Napoletana Mobilità S.p.A. (Anm) alla rimozione immediata della propaganda referendaria ancora presente sui propri mezzi. Rendono anche noto di aver depositato un’interrogazione al sindaco di Napoli, a firma del consigliere comunale Giorgio Longobardi, “per fare piena luce sulla vicenda e di aver informato il prefetto sull’accaduto”.
“Riteniamo grave che, oltre i termini stabiliti dalla legge, autobus e mezzi pubblici di una società interamente partecipata dal Comune continuino a veicolare messaggi legati alla recente consultazione referendaria – spiegano – Le regole sulla propaganda elettorale e referendaria sono chiare e valgono per tutti. Il rispetto della legge non è un’opzione, ma un dovere. Con l’interrogazione si chiede, tra l’altro, di conoscere chi sia la committenza della campagna pubblicitaria, quali siano i rapporti contrattuali intercorsi e quali controlli siano stati effettuati dall’Amministrazione e dalla società partecipata”.
“In campagna elettorale ciascuno è libero di sostenere le proprie tesi, anche quando queste risultano forzate o palesemente infondate – aggiungono – come accade quando si afferma che la riforma della giustizia comporterebbe un controllo della magistratura da parte della politica, circostanza che non trova alcun riscontro nel testo della riforma. La propaganda, per sua natura, può essere aspra, polemica, persino ingannevole sul piano politico. Ma una cosa è il confronto politico, altra cosa è ignorare le regole specie se questo accade ad opera proprio del Comitato del No, sorto su iniziativa dell’Anm, quindi proprio di coloro i quali bene dovrebbero conoscere leggi e regolamenti. La correttezza delle procedure e il rispetto dei limiti temporali fissati dalla legge sono il fondamento della parità tra le parti e della credibilità delle istituzioni”.
“Fratelli d’Italia Napoli continuerà a vigilare affinché le società partecipate operino nel pieno rispetto della normativa e dell’imparzialità che deve contraddistinguere chi gestisce un servizio pubblico. La democrazia si difende prima di tutto rispettando le regole”, concludono.