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Dopo la bocciatura dell’atto al Viminale, è scontro aperto sulla nomina di Enzo Cuomo ad assessore regionale. Sul punto la giunta fa quadrato: “Tutto regolare”.

Una nota risponde al senatore Sergio Rastrelli (FdI), autore dell’interrogazione parlamentare al ministero dell’Interno, da cui è scaturito il parere negativo del Viminale. “In merito agli esiti dell’atto di sindacato ispettivo presentato dal senatore Rastrelli – afferma Palazzo Santa Lucia -, si precisa che la Giunta regionale della Campania ha già effettuato le verifiche in ordine alla sussistenza di eventuali cause di incompatibilità o inconferibilità in capo agli Assessori regionali nominati” con decreto del presidente della Regione il 31 dicembre 2025.

“In occasione della prima riunione convocata il 26 gennaio 2026 – riporta la nota -, la Giunta regionale della Campania ha preso atto – come primo adempimento formale- dell’insussistenza di cause di inconferibilità o incompatibilità così come risultante dall’istruttoria svolta dai competenti Uffici regionali”.

Secondo Palazzo Santa Lucia, in quella sede non sono emerse ragioni ostative “allo svolgimento dell’incarico di Assessore al Governo del Territorio e al Patrimonio, essendo stato accertato – con riferimento alla posizione dell’assessore Vincenzo Cuomo – l’intervenuto decorso del termine di venti giorni dalla presentazione delle dimissioni dalla carica di Sindaco del Comune di Portici, avvenuta il 31 dicembre”.

A ciò la nota somma la decisione del Tar Campania, “già intervenuto nei mesi scorsi respingendo con ordinanza l’istanza di sospensione cautelare della nomina dell’assessore Cuomo“. La decisione dei giudici è intervenuta lo scorso marzo.

A tal riguardo la firmataria del reclamo, l’ex consigliera regionale Carmela Rescigno, è in attesa di conoscere la data per l’udienza di merito.

“Stamattina – dichiara ad Anteprima24 – i miei avvocati sono andati in tribunale per depositare il parere del Viminale e chiedere di anticipare il giudizio nel merito, che è ancora pendente”. Sul punto, l’ex consigliera della Lega – oggi esponente di Futuro Nazionale – si mostra convinta di poter vincere al Tar.

“Il tribunale non ha accolto il ricorso cautelare – sostiene – semplicemente perché doveva approfondire un aspetto, che era quello di capire se io da elettrice e da libera cittadina fossi titolata ad impugnare il decreto”. Rescigno rivendica anche un altro aspetto: la primogenitura dell’azione sul presunto caso Cuomo.

“Sa che nessuno del centrodestra in Rgione Campania ha voluto firmare il ricorso con me?” dice. Una scelta ritenuta errata da Rescigno. Con conseguenze politiche: ha lasciato la Lega per Vannacci. Adesso, a detta dell’ex consigliera, l’opposizione sarebbe tagliata fuori da eventuali vie legali: questione di termini.

Loro sono fuori dai tempi, non possono più fare ricorso” assicura Rescigno, autrice anche di un esposto in Procura. “Poiché era stato archiviato – chiarisce -, il mio avvocato penalista stamattina è andato lì e ha chiesto la riapertura del caso”.

Stando all’esponente di Fn, al governatore Roberto Fico non basterebbe nemmeno revocare la nomina di Cuomo. “Lui ha fatto un decreto di nomina per tutta la giunta – aggiunge – e oggi dovrebbe fare una modifica di quell’atto, dove contestualmente revoca Cuomo e conferma gli altri assessori: diversamente sarebbero tutti a rischio“.

La questione presenta comunque complessità. A mettere le mani avanti è anche Massimiliano Manfredi, presidente del consiglio regionale, organo ritenuto dal Viminale competente a decidere su Cuomo. Una competenza su cui però esprime dubbi, nonostante la diffida di Rastrelli.

“La Giunta per le elezioni (del consiglio regionale, ndr) – spiega la nota di Manfredi – non ha potuto esaminare la posizione degli assessori, in quanto esterni al Consesso, sulla scorta del principio generale per cui, in prima battuta, la sussistenza del diritto di elettorato passivo viene verificata dall’Organo stesso di cui fanno parte gli eletti.

In virtù di ciò, la Giunta per le elezioni non è in possesso delle documentazioni autocertificate dagli assessori, né tantomeno il Consiglio nel suo plenum procede alla convalida degli stessi.

Pertanto, il Consiglio non è stato formalmente investito di alcuna verifica, in concreto, circa la posizione dell’assessore Cuomo, né ha ricevuto la documentazione in merito per poter valutare la sussistenza delle condizioni per assumere legittimamente la carica”.

Ma i dilemmi non finiscono qui. “D’altro canto – prosegue il presidente del Consiglio Regionale della Campania – la disposizione statutaria citata dal Ministero (art. 26 comma 4 lettera d), secondo cui sussiste una competenza a deliberare su profili di ineleggibilità e incompatibilità anche degli assessori, è da intendersi piuttosto come il retaggio del precedente sistema, anteriore alla riforma istituzionale dell’ordinamento regionale e alla modifica del titolo V della Costituzione, nella quale effettivamente gli assessori venivano scelti in via esclusiva tra i consiglieri regionali.

È bene ricordare che le successive riforme hanno reso incompatibile il cumulo delle cariche di consigliere con quella di assessore, cosa che prima era consentita. Poteva quindi verificarsi il caso in cui un membro dell’Assemblea, pur avendo i requisiti per partecipare all’Assemblea stessa, non avesse quelli idonei a ricoprire l’incarico di assessore”.

Tuttavia Manfredi precisa di essersi comunque attivato, “presso il Capo di Gabinetto della Presidenza e la Segreteria della Giunta regionale, nel pieno ossequio delle rispettive prerogative istituzionali, per le verifiche e gli approfondimenti di eventuale competenza”. Accertamenti con esito negativo, a quanto comunica la giunta.