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Per il Viminale, Enzo Cuomonon poteva essere nominato assessore della giunta regionale”. A metterlo nero su bianco è il sottosegretario Wanda Ferro, in risposta ad un’interrogazione del senatore Sergio Rastrelli di Fratelli d’Italia.

“Nel caso in cui si discorre – argomenta Ferro – il dott. Cuomo al momento della nomina ad assessore regionale, aveva ancora la titolarità dell’ufficio di sindaco (di Portici, ndr), non essendo ancora decorsi i 20 giorni dalla presentazione delle dimissioni”, ai sensi del Testo unico enti locali.

“Quindi – prosegue il sottosegretario -, alla data del 31/12/2025, in base alla disciplina vigente il dott.Cuomo non era eleggibile alla carica di consigliere regionale ai sensi dell’art.50, comma 3, dello Statuto della Regione Campania ed ai sensi dell’art.1, comma 212 lett.1), della l.r. (legge regionale, ndr) n.16/2014 e, pertanto, non poteva essere nominato assessore della Giunta regionale”.

Ferro precisa tuttavia che, “sotto il profilo delle competenze”, l’organo “legittimato a dichiarare l’ineleggibilità, l’incompatibilità o un eventuale conflitto d’interessi e, dunque, a deliberare la decadenza di un consigliere regionale o di un componente della Giunta regionale è il consiglio regionale della Campania, ai sensi dell’art.26, comma 4, lett.d, dello Statuto della Regione Campania”.

Fin qui l’interpretazione del ministero dell’Interno. Come chiarisce il Viminale sul tema, la palla dovrebbe passare ora all’assemblea del Centro Direzionale. Lo stesso Rastrelli informa della diffida da lui inviata alla presidenza del consiglio regionale.

La richiesta al presidente Massimiliano Manfredi è di promuovere la procedura di decadenza immediata per Cuomo.

“Nel contempo,  – spiega una nota del senatore di FdI – ho invitato le Presidenze del Consiglio e della Giunta Regionale a sottoporre a controllo di legalità e di regolarità formale tutti gli atti amministrativi assunti con e dall’assessore Cuomo, e – da ultimo – a valutare i profili di veridicità della autocertificazione resa dall’on. Cuomo all’atto dell’assunzione della carica, in merito all’assenza di cause di incompatibilità”.

Come si muoverà Manfredi è ancora prematuro dirlo. Peraltro, polemiche sul caso erano scoppiate già all’indomani della nomina di Cuomo, per ragioni analoghe a quelle sollevate da Rastrelli.

Sulla vicenda c’è inoltre una prima pronuncia del Tar Campania, che ha respinto un ricorso cautelare contro la nomina di Cuomo. A proporlo Carmela Rescigno, ex consigliera regionale del centrodestra, la quale all’epoca si dichiarava fiduciosa nel giudizio di merito. Adesso anche lei esulta, sottolineando: “Il ministero dell’Interno conferma la fondatezza del mio ricorso circa incompatibilità”.  Secondo Rastrelli, l’investitura di Cuomo presenta “insanabili irregolarità, peraltro immediatamente denunciate”.

E nonostante “fossero palesi, ed evidenti già sotto il profilo documentale, né il presidente dell’assemblea on. Manfredi né il presidente della Giunta on. Fico hanno sinora ritenuto di intervenire”. Vedremo adesso come risponderanno.