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Entriamo nell’ultimo miglio di questa campagna referendaria dopo mesi di opposizione dura e argomentata in Parlamento e nel Paese contro una riforma sbagliata e pericolosa. Noi ribadiamo una verità semplice: chi vuole davvero migliorare la giustizia italiana deve votare No. Perché questo referendum non riguarda l’efficienza del servizio giustizia. Non riduce i tempi dei processi, non aumenta il personale, non investe sulle strutture, non migliora le condizioni delle carceri italiane. Tutte cose su cui dopo tre anni e mezzo il Governo Meloni ha fallito. Persino il ministro Nordio ha ammesso che questa riforma non accelera i processi. È dunque evidente che siamo davanti a un referendum politico, imposto dalla destra per cambiare gli equilibri tra i poteri dello Stato. L’ossessione di questa destra è sempre la stessa: limitare il controllo di legalità della magistratura sul potere politico. Non è un caso che Giorgia Meloni sostenga che la magistratura debba “limitarsi ad applicare le leggi”. È esattamente ciò che la magistratura fa in una democrazia: applicare la legge anche a chi governa. Per questo i poteri sono separati e autonomi. Il disegno del governo rischia di svuotare i quorum di garanzia previsti dalla Costituzione per impedire che una minoranza possa cambiare da sola l’equilibrio dei poteri dello Stato. Per questo diciamo con chiarezza che chi ha a cuore la Costituzione, chi crede nell’equilibrio tra i poteri e chi vuole davvero riformare la giustizia senza piegarla al potere del più forte deve andare a votare e votare No. La partita è apertissima e lo dimostrano tutte le rilevazioni. In queste due settimane ogni voto può fare la differenza. La difesa della nostra democrazia dipende dalla partecipazione e da chi voterà No per difendere la Costituzione”. Così Francesco Boccia, presidente dei Senatori del Pd, intervenendo a Caserta ad un dibattito sul NO al referendum insieme al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico. 
 
“Se vogliamo migliorare la giustizia si deve votare no a questa riforma, perché toglie i poteri al Presidente della Repubblica, non migliora i servizi e le condizioni delle carceri nè accelera i processi. Bisogna votare no anche per non alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato”. Così il senatore del Pd Francesco Boccia a Caserta, all’evento organizzato in occasione del referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia. “Questa riforma – ha aggiunto Boccia – non fa quello che Nordio avrebbe potuto fare in questi tre anni e mezzo, cioè sostenere il sistema giustizia. Dobbiamo difendere la Costituzione repubblicana. Nessun potere dello Stato può avere poteri illimitati, non può averli il Parlamento, non può averli il Governo e non può averli la Magistratura. Difendiamo il potere giudiziario dallo strapotere della politica, perché – ha concluso Boccia – per Giorgia Meloni, Trump e quell’idea di politica sono un modello”. 
 
Siamo di fronte a una riforma che rischia di alterare profondamente l’equilibrio dei poteri nel nostro Paese, minando l’indipendenza di un pilastro della Repubblica”. È quanto ha affermato il deputato del Pd Stefano Graziano, capogruppo alla Commissione Difesa e Vigilanza RAI, a margine dell’incontro tenutosi questa mattina presso l’Hotel Novotel di Caserta, che ha visto una sala gremita di cittadini e attivisti riuniti per approfondire le ragioni del “No” alla riforma della giustizia proposta dal Ministro Nordio.
Questa mobilitazione – ha aggiunto Graziano – è un’occasione fondamentale di riflessione collettiva per ribadire la necessità di una giustizia che sia sempre al servizio del cittadino e della legalità, nel pieno rispetto dell’architettura democratica della nostra Repubblica. Non permetteremo che il diritto dei cittadini a una giustizia imparziale venga sacrificato sull’altare di interessi politici di parte” ha concluso Graziano. Al dibattito hanno partecipato Roberto Fico, Presidente della Regione Campania, il capogruppo del Partito Democratico al Senato, Francesco Boccia, il deputato Stefano Graziano e il Consigliere regionale Marco Villano.