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Sono passati alcuni giorni prima che trovassi la forza di fermarmi e mettere insieme i pensieri. Non perché non sapessi cosa dire. Non perché mancassero i ricordi, ma perché erano troppi. E fanno male. E le parole restano indietro e appaino banali.

Alfonso Fierro aveva solo 45 anni. E questo fa ancora più male.
Per molti era un amico da sempre, per altri un collega, per altri ancora semplicemente una persona incontrata lungo il cammino. Per me era qualcosa di diverso.
Negli ultimi giorni mi sono tornati in mente tanti momenti vissuti insieme. Frammenti di vita che oggi brillano di una luce diversa. Conversazioni, a volte anche brutali, che sembravano normali e che invece, ora capisco, erano preziose.
Continuo a ripensare alle nostre risate che nascevano quasi dal nulla, piccole assurdità quotidiane che con lui diventavano quasi divertenti.
Penso ai nostri silenzi. Silenzi pieni di complicità, perchè nei momenti difficili bastava uno sguardo per capirsi. Piccoli gesti che raccontano una persona e un legame molto più di mille discorsi.

Quando qualcuno se ne va così presto, la prima reazione è chiedersi perché. È una domanda naturale, ma senza risposta. Quello che resta, però, è il segno che quella persona ha lasciato negli altri. E Alfonso ne ha lasciato tanto.
Lo si capisce dai messaggi, dai ricordi che stanno emergendo in questi giorni, dalle persone che parlano di lui con la voce di chi ha condiviso davvero un pezzo di strada con lui.

Quando LUI ha scoperto cosa il destino stesse scegliendo per il suo futuro, io c’ero. Ricordo quella lunga notte. Ma ricordo ancora di più il coraggio e la tenacia da quella notte e per ogni giorno fino al 4 marzo. Non si è mai arreso, ha combattuto con una forza silenziosa, giorno dopo giorno, anche quando la strada diventava sempre più difficile. Ha affrontato ogni passo con dignità, con determinazione, cercando di restare sé stesso fino alla fine.

La malattia non ha mai piegato il suo spirito. Quello di un duro ma con il cuore buono e con tante fragilità. Chi, come me, ha avuto il privilegio di stargli accanto in quella fase prima di arrendermi, sa quanto coraggio ci fosse nei suoi occhi azzurri come il mare, e quanta forza ci fosse nei suoi gesti, anche nei momenti più duri. È stata una lezione di vita che difficilmente dimenticheremo. Dimenticherò.

La verità è che nessuno di noi era pronto a salutarti. Il pensiero che non arriverà più una tua battuta, un messaggio divertente, uno di quei tanti momenti semplici che non sembrano speciali mentre accadono… ma che poi capisci essere stati tutto.

Ciao Fonzino.
Ti porterò con me, nei pensieri e nel cuore, molto più di quanto avrei mai immaginato.