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Un cucciolo di dinosauro teropode lungo poco più di mezzo metro, vissuto oltre cento milioni di anni fa, torna oggi a nuova vita grazie alla tecnologia. È lo Scipionyx samniticus, per tutti Ciro, il fossile scoperto nel 1981 a Pietraroja, protagonista del progetto ‘Ciro 4.0’ presentato stamani presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Benevento.
Ciro, come è noto, è il primo dinosauro scoperto in Italia e uno dei fossili più importanti al mondo per il suo straordinario stato di conservazione: nel corpo del piccolo dinosauro sono visibili tessuti molli e organi interni, una rarità assoluta in paleontologia.
Proprio partendo da questo patrimonio scientifico unico, il progetto punta a raccontare la storia di Ciro con tecnologia immersiva e linguaggi innovativi, rendendola accessibile a un pubblico sempre più ampio.
Il piano di valorizzazione ha portato alla realizzazione di diversi strumenti digitali che permettono di avvicinarsi al fossile in modo nuovo. Tra questi c’è una proiezione tridimensionale della storia di Ciro, accompagnata da una narrazione scientifica sia in lingua italiana che inglese, e visori di realtà virtuale che consentono di osservare il piccolo dinosauro come se fosse in vita. Indossandoli, il visitatore può osservare Ciro muoversi nel suo ambiente naturale, mentre cammina su una spiaggia, restituendo l’idea di come poteva apparire nel suo habitat milioni di anni fa. Nell’allestimento anche un ologramma ad alta definizione, che permette di osservare il dinosauro da diverse angolazioni.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’accessibilità: è stata realizzata una tavola tattile dedicata al fossile, accompagnata da testi in braille, che permette ai non vedenti di esplorare con il tatto la forma e la struttura del piccolo dinosauro.
Per Augusto Ozzella, CTO di Cyclopes (società che ha realizzato l’iniziativa), l’obiettivo è rendere tale reperto più accessibile al pubblico: “Trattasi di un progetto innovativo realizzato grazie all’incentivo TOCC (promosso dal Ministero della Cultura e gestito da Invitalia per le imprese con fondi Pnrr, ndr). Abbiamo scelto di realizzarlo nel capoluogo sannita perché crediamo sia importante continuare a promuovere questa straordinaria scoperta paleontologica. Con i visori è possibile teletrasportarsi nell’ambiente primordiale in cui viveva Ciro e osservarlo da vicino. È un’esperienza pensata anche per rendere itinerante questo importante ritrovamento e per raggiungere sempre più scuole e istituzioni”.
Il progetto nasce dalla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Benevento: “‘Ciro 4.0’ rappresenta uno strumento importante per migliorare la comunicazione e la diffusione delle conoscenze scientifiche. La ricostruzione nasce da un lavoro complesso e rigoroso dal punto di vista scientifico – spiega il soprintendente Mariano Nuzzo -. La dimensione digitale consentirà una diffusione più ampia dei contenuti e permetterà a un pubblico sempre più vasto di conoscere questo straordinario fossile”.
Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha sottolineato il valore del progetto in ottica di promozione territoriale: “Questo patrimonio potrebbe essere valorizzato ancora di più. Stiamo cercando di creare ulteriori occasioni di attrazione culturale che possano aumentare l’afflusso di visitatori. La digitalizzazione introduce un linguaggio innovativo che consente di far conoscere nel mondo questa straordinaria scoperta”. 
All’incontro, moderato da Christian Frattasi, sono intervenuti anche Cristiano Dal Sasso e Simone Maganuco, paleontologi del Museo di Storia Naturale di Milano, collegati da remoto.
Presenti inoltre Nino Lombardi, presidente della Provincia di Benevento, Simone Foresta, responsabile del Centro Operativo di Benevento, Clelia De Falco, presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Benevento, e Vittorio Fresa di Invitalia (in collegamento).