La denuncia era stata fatta ma per avere un’idea della situazione doveva essere fatto un sopralluogo e vedere con gli occhi la reale condizione di una famiglia beneventana costretta a vivere in circa 45 metri quadri.
Una famiglia composta da sei persone: quattro adulti e due bambini. E due di queste persone affette da disabilità. Insomma, un disagio nel vero senso della parola, una situazione che la signora Micco vuole risolvere in tutti i modi: un po’ per cercare di recuperare una serenità che le manca e poter vivere la sua vita senza pensieri prendendosi cura del figlio, un altro po’ per vedere i propri nipoti poter giocare senza la paura di farsi male
45 metri quadri, tutto compresso e con l’umidità che si diffonde lungo la rampa di scale e penetra fin dentro l’appartamento. Tutto in pochi passi. Una cucina che rappresenta una camera da letto per un figlio, la donna che dorme in una stanza mignon col letto che rasenta il muro, va scavalcato per uscire dalla stanza. Un’altra camera da letto dove dormono in 4: un bimbo nella culla e tre nello stesso lettone.
Il bagno? Serve fare la fila e in due si sta stretti. Casa finita. Non c’è altro ma un buco del genere, per una bimba che soffre di autismo è un pericolo costante.
Una situazione che è stata catalogata dai Vigili del Fuoco come sovraffollamento: non possono stare tutte quelle persone in così poco spazio, non è umano.
Non chiede molto la signora Micco, semplicemente trovare una soluzione per il figlio e la sua famiglia, una soluzione che sia nella legalità perché la donna tutto vuole meno che si passi a cose che non si devono fare: buttare giù una porta e occupare un appartamento in maniera abusiva. Significherebbe passare dalla parte del torto e dell’illegalità.
Chiede aiuto, ha teso una mano nella speranza che il Comune di Benevento veda questa situazione e l’aiuti. Non vuole andare via dalla sua casa di Piazza Benedetto Croce nel quartiere di Santa Maria degli Angeli, vuole solo fare ciò che ogni mamma farebbe per il proprio figlio e i propri nipoti: dargli serenità e regalargli una condizione umana.
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