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Era, forse, la giornata più difficile per confermarsi. Le notizie dell’imminente passaggio di proprietà diffuse nell’immediata vigilia del match (inevitabili, visto che Olidata è quotata in borsa e queste operazioni si concretizzano sempre a mercati finanziari chiusi) avrebbero potuto mettere in discussione la tranquillità dell’ambiente, come evidenziato dallo stesso Cosmi nel post partita. Eppure la Salernitana è riuscita a strappare tre punti pesantissimi vincendo a Crotone e si è ripresa con i denti quel terzo posto che le era sfuggito malamente dopo Caserta.
Un risultato non scontato, diciamolo subito, contro una squadra allenata benissimo dal tecnico salernitano Emilio Longo e in un momento di palese difficoltà numerica. L’ha decisa Achik, ad inizio ripresa, ma soprattutto Cosmi che – con esperienza e carisma – ha modificato le scelte iniziali. Dopo un primo tempo di palese difficoltà la squadra granata, messa in campo a cinque in difesa, ha trovato il vantaggio e portato in porto il risultato rimettendo gli abiti della festa.
“Ho ereditato una squadra terza e ho il dovere morale di mantenere almeno questa posizione in classifica”, ha sottolineato il tecnico umbro nel dopo partita. E la sensazione, forte, è che buona parte del lavoro sia stata compiuta ieri. Non ci fosse stato il guizzo di Casasola in pieno recupero, ad Altamura, la Salernitana avrebbe anche sensibilmente ridotto il gap che la separa dal Catania secondo aprendo le porte ad uno scenario forse impossibile da prospettare ora ma comunque aritmeticamente ancora possibile.
Resta la consapevolezza che l’arrivo dell’ex tecnico del Perugia abbia rimesso ordine nel fumo di uno spogliatoio bollente. Sette punti in quattro partite, lo scoglio Catania già superato ed una strada che – derby col Benevento a parte – sembra essere in discesa verso la post season: ora la Salernitana ha solo da guadagnare da questo finale di stagione. Anzitutto ritrovando quelle consapevolezze che erano svanite un mese fa: quindi preparandosi con serenità agli spareggi per la promozione in B. Un traguardo che quella che ormai possiamo definire la “vecchia” proprietà avevano dichiarato ad inizio stagione e che oggi sembra sempre difficilissimo (i play off restano una lotteria, un passaggio strettissimo nel quale infilarsi all’ultimo assalto) ma meno irraggiungibile.
Certo, i problemi restano e lo stesso Cosmi non ne ha fatto mistero: bisogna recuperare tutti i calciatori a disposizione ed augurarsi che il lavoro quotidiano dia risposte certe al tecnico. Ma la marcia di avvicinamento agli spareggi ora sembra sorridere ad una squadra, ad un gruppo che ha ritrovato solidità e concretezza. Sarà un cammino più sereno ma sempre in allerta. Abbassare la guardia ora potrebbe rivelarsi letale.
Contro l’Altamura torneranno Anastasio, Golemic e Capomaggio e si potrà nuovamente lavorare senza emergenze impellenti da affrontare. Una vittoria all’Arechi anche contro la squadra pugliese toglierebbe definitivamente quella patina grigia dal giocattolo granata, in attesa di conoscere realmente le intenzioni e i programmi di chi ha preso le redini del club dalle mani di una proprietà stanca e distante che poco, sinceramente, ha fatto negli ultimi mesi per restituire serenità all’ambiente.