Tempo di lettura: 3 minuti

La Regione Campania rafforza la risposta all’aumento dei casi di epatite A e mette in campo un piano più incisivo sul fronte della prevenzione, dei controlli e della vaccinazione. Attraverso la Direzione generale per la Salute, settore Prevenzione collettiva, sanità pubblica e veterinaria, Palazzo Santa Lucia ha consolidato tutte le principali misure di sanità pubblica considerate necessarie per contenere l’incremento dei contagi: dalla sorveglianza epidemiologica alla gestione tempestiva dei casi e dei contatti, fino ai controlli ufficiali sulla filiera alimentare, agli approfondimenti molecolari e al monitoraggio ambientale.

Tra le novità più rilevanti c’è il potenziamento dell’offerta attiva e gratuita del vaccino anti-HAV, destinata alle categorie ritenute più esposte o fragili. La vaccinazione gratuita viene infatti ampliata a personale sanitario e sociosanitario, operatori della filiera alimentare, pazienti fragili e popolazione pediatrica in relazione al rischio epidemiologico e di esposizione. Resta inoltre garantita la somministrazione gratuita anche alle persone entrate in contatto con soggetti infetti. Un’estensione resa possibile grazie a fondi regionali, che consentirà alle Aziende sanitarie di rafforzare rapidamente la copertura su tutto il territorio campano.

L’azione della Regione si fonda su una serie di elementi tecnici convergenti: indagini epidemiologiche, analisi di laboratorio, campionamenti sui molluschi bivalvi, controlli ambientali e approfondimenti svolti con il supporto della rete tecnico-scientifica. L’obiettivo dichiarato è mantenere alta l’attenzione nei contesti più a rischio e lungo tutta la filiera alimentare, assicurando una risposta uniforme, rigorosa e tempestiva su scala regionale.

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV e si trasmette per via oro-fecale, quindi attraverso acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il virus può essere trasmesso anche prima della comparsa dei sintomi, poiché è presente nelle feci già diversi giorni prima dell’esordio clinico. I sintomi più frequenti sono febbre, nausea, malessere, dolori addominali, urine scure e ittero, anche se nei bambini il decorso può essere privo di segnali evidenti.

Particolare attenzione viene riservata alla sicurezza alimentare. La Regione ribadisce la necessità di evitare il consumo di molluschi crudi o poco cotti, perché cozze, vongole e ostriche possono accumulare particelle virali in acque contaminate. La sola apertura delle valve, viene precisato, non rappresenta una garanzia di sicurezza: il prodotto deve risultare ben cotto in modo uniforme. Stesso richiamo alla prudenza per frutta, verdura, acqua non controllata e frutti di bosco surgelati, che devono essere consumati solo dopo cottura.

Accanto ai controlli e alla vaccinazione, resta centrale la prevenzione quotidiana. Lavare accuratamente le mani, separare alimenti crudi e cotti, sanificare superfici e utensili, lavare bene frutta e verdura e utilizzare solo acqua sicura sono le regole indicate come fondamentali per ridurre il rischio di contagio. In presenza di sintomi compatibili con l’epatite A, la raccomandazione è di rivolgersi subito al medico ed evitare di preparare cibo per altre persone.

La Regione Campania, infine, fa sapere che continuerà a monitorare costantemente l’andamento epidemiologico e l’efficacia delle misure adottate. La linea è chiara: prevenzione rafforzata, controlli serrati e protezione dei soggetti più esposti per arginare la diffusione dell’infezione e garantire la tutela della salute pubblica.