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Questa mattina, davanti al seggio elettorale numero 13 allestito nella scuola materna di via Piave ad Avellino, si è consumata una piccola ma significativa lezione di cittadinanza. Protagonista il signor Isidoro, classe 1926, che tra pochi mesi taglierà il traguardo dei cento anni, e che non ha voluto rinunciare a uno degli appuntamenti più importanti della vita democratica: il voto.

Con passo lento ma deciso, sostenuto più dalla volontà che dall’età, il signor Isidoro si è presentato puntuale per esprimere la propria scelta al referendum sulla giustizia. Un gesto semplice, ma carico di significato, soprattutto in un’epoca in cui l’astensionismo sembra crescere e l’interesse per la partecipazione politica appare spesso affievolito.

La sua storia attraversa quasi un secolo di vita italiana. Nato nel 1926, ha vissuto il periodo del regime, la guerra, la nascita della Repubblica, il boom economico, le trasformazioni sociali e politiche che hanno segnato il Paese fino ai giorni nostri. Ha visto cambiare governi, leggi, sistemi elettorali, ma non ha mai smesso di credere nel valore del voto come strumento fondamentale di espressione e di libertà.

“Votare è un dovere, ma anche un privilegio”, ha detto con voce ferma all’uscita dal seggio. “Io ho visto tempi in cui non era così scontato poter scegliere. Per questo invito tutti, soprattutto i più giovani, a non rinunciare a questo diritto”.

Le sue parole risuonano come un monito e insieme come un incoraggiamento. In un mondo che corre veloce, il gesto del signor Isidoro rappresenta un ponte tra generazioni: un richiamo alla memoria storica e al senso civico, valori che rischiano di perdersi ma che restano fondamentali per la salute della democrazia.