E’ l’architetto Italo Ferraro, la vittima dell’incidente stradale che si è verificato ieri sera, a Napoli, in Corso Vittorio Emanuele.
Ferraro, come si legge suil sito Oikos Edzioni, ha svolto parallelamente attività di insegnamento universitario, progettazione e ricerca. Tra le pubblicazioni si ricordano ‘L’architettura contraddetta’, ‘Studenti architetti’, ‘Architettura, scuola, città’, ‘La costruzione della città’.
Dalla fine degli anni ’80 ha svolto un’ampia attività di ricerca sulla città storica e moderna, italiana ed europea, concentrandosi infine negli studi sulla città di Napoli fino al grande progetto di ‘Napoli. Atlante della Città Storica’.
LE REAZIONI – “Il bilancio di sangue a Napoli è tragico: in meno di tre giorni si contano tre vittime della strada. Alle morti di Zhanna e Oksana, falciate e uccise dall’auto condotta da un criminale ubriaco in corso Garibaldi, si aggiunge quella del professor Ferraro, investito da uno scooter al corso Vittorio Emanuele. Se la dinamica dei fatti è stata ricostruita grazie alle telecamere installate coi fondi del Governo mentre i responsabili saranno severamente puniti con le severe norme frutto del Codice della Strada, fortemente voluto dal vicepremier e ministro Matteo Salvini, resta, come al solito, un problema di scarsa efficienza delle amministrazioni locali. Che cos’altro si aspetta per potenziare l’illuminazione pubblica, addirittura inesistente in alcune aree della città? Perché non si utilizza meglio lo strumento dei dissuasori di velocità? È così complicato garantire anche la sera una maggiore presenza della polizia municipale? Sono questi i quesiti per i quali ci attendiamo immediate risposte dall’Amministrazione comunale di Napoli”. Lo afferma Severino Nappi, vice coordinatore Lega Campania e componente Consiglio Federale Lega.
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