Il deputato irpino Gianfranco Rotondi ha chiesto al Governo un tavolo istituzionale volto a identificare possibilità transattiva della legittima aspirazione dei lavoratori ex Isochimica a un tempestivo ristoro
Alla cortese attenzione
del Ministro dell’Economia e delle Finanze
del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
e del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
Egregi Signori Ministri,
la presente, al fine di sottoporre alla Vostra attenzione, la perdurante e gravissima situazione degli ex lavoratori della società Isochimica S.p.A. di Avellino nonché dei loro familiari e richiedere, formalmente, l’istituzione di un tavolo tecnico interministeriale, che coinvolga il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero del Lavoro ed il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con eventuale estensione ad altre Amministrazioni competenti.
Di seguito, una breve sintesi della vicenda.
Negli anni ’80, l’allora “Ente Ferrovie dello Stato” affidava alla società “Isochimica S.p.A.”di Avellino – nota nella cronaca nazionale come “fabbrica dei veleni” – la scoibentazione di oltre 2.500 carrozze ferroviarie ovvero la più grande bonifica di rotabili della storia del nostro Paese.
Tale attività veniva svolta in condizioni disumane, avvalendosi di giovani operai costretti a lavorare senza adeguati presidi di protezione individuale (nella prima fase delle lavorazioni, addirittura svoltesi sui binari
della stazione ferroviaria di Avellino, gli operai non erano dotati di alcun presidio di sicurezza).
Nell’anno 1985, un’indagine dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Istituto di Medicina del Lavoro – rilevava, infatti, che i lavoratori erano esposti a concentrazioni d i polveri e fibre d i amianto pari a 40.000 ff/l, ossia
circa 200 volte il limite allora vigente e 400 volte l’attuale limite di soglia, con interessamento anche dell’area circostante.
Le successive indagini, disposte dalla Procura della Repubblica d i Avellino, hanno, poi, confermato lapresenza nell’area dell’ex “Isochimica Spa”, di circa 2.276 tonnellate di amianto.
In particolare, i consulenti tecnici nominati dalla Procura, tra cui i professori Gualtiero Ricciardi ed Umberto Moscato, hanno evidenziato un chiaro nesso causale tra le gravissime condizioni di esposizione e le patologie asbesto-correlate, da cui sono affetti gli ex lavoratori.
Con sentenza n. 195/2022 del 28.01.2022, il Tribunale Penale d i Avellino ha accertato la responsabilità penale di funzionari dell’allora Ente Ferrovie dello Stato, in concorso con i funzionari della società appaltatrice, per i l reato di omicidio colposo, condannandoli a dieci anni di reclusione e condannando, in solido con il Responsabile
Civile RFI S.p.A., al pagamento di provvisionali in favore degli eredi dei lavoratori deceduti per patologie da amianto.
Successivamente, con sentenza del 18.02.2025, la Corte d’Appello di Napoli – Sezione Civile – ha accertato
l’esclusiva responsabilità di FSI S.p.A., nella determinazione dei fatti, già sub iudice penale, con una ricostruzione delle responsabilità statali, tale da far ritenere altamente probabile una conferma, in sede di legittimità, della pronuncia d’appello.
Le predette sentenze costituiscono un quadro univoco di responsabilità a carico della società committente di natura pubblica e delle società del gruppo, con evidenti riflessi sul piano della responsabilità patrimoniale e,
dunque, sull’interesse erariale e sull’ordinamento previdenziale e assicurativo.
I lavoratori costituitisi parte civile nel procedimento penale sono 247, di cui 30 sono gruppi di familiari di lavoratori deceduti, per patologie tumorali correlate alla massiccia esposizione all’amianto.
In favore di 1 1 nuclei familiari, costituitisi parte civile nel processo penale, è stato già disposto e corrisposto, da parte di FSI S.p.A., il pagamento d i provvisionali, per u n importo complessivo d i circa € 1.000.000,00,
Per i restanti lavoratori viventi – tutti affetti da patologie asbesto-correlate – si sta valutando l’instaurazione delle relative azioni civili, in un contesto in cui l’ingravescenza delle patologie sta raggiungendo i l suo massimo
livello di criticità
Nel corso di recenti interlocuzioni, i vertici di FSI S.p.A. hanno espressamente rappresentato l’impossibilità di valutare qualsiasi ipotesi transattiva in assenza di un coinvolgimento diretto del Governo.
Sul punto, si osserva che una definizione transattiva complessiva della posizione dei lavoratori:
– consentirebbe allo Stato, per il tramite delle società a controllo pubblico coinvolte, di contenere in misura significativa l’esborso complessivo, rispetto ai risarcimenti che verrebbero altrimenti riconosciuti giudizialmente, ai familiari dei lavoratori deceduti nonché a i lavoratori viventi, in un quadro di progressivo aggravamento delle condizioni di salute;
– offrirebbe una risposta di giustizia e di civiltà a lavoratori che hanno svolto, in condizioni disumane, un’attività di bonifica di interesse generale per lo Stato Italiano.
Alla luce di quanto esposto, appare evidente che un intervento statale, nella forma di un tavolo tecnico interministeriale, risponde ad un duplice ordine di esigenze:
– Tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori e dei loro familiari, in termini di salute, dignità e giusto ristoro del danno subito;
– Razionalizzazione e contenimento degli oneri economici complessivi a carico dello Stato e del sistema pubblico, attraverso una gestione programmata e concordata delle obbligazioni risarcitorie e delle prestazioni previdenziali e assicurative connesse.
Tutto ciò premesso, si chiede, formalmente, l’istituzione di un tavolo tecnico interministeriale, con la
partecipazione almeno di:
– Ministero dell’Economia e delle Finanze;
– Ministero del Lavoro;
– Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
– rappresentanze dei lavoratori ex Isochimica e dei loro difensori,
al fine di valutare e definire una ipotesi transattiva complessiva che consenta una rapida definizione delle
posizioni dei lavoratori e dei loro familiari, nel rispetto delle pronunce giudiziarie intervenute e dell’interesse erariale.
Certo della Vostra attenzione verso una vicenda che tocca in modo cosi profondo i principi costituzionali
di tutela della salute, del lavoro e della dignità della persona, colgo l’occasione per inviare distinti saluti,
Gianfranco Rotondi




















