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La Polizia di Stato ha dato esecuzione a un decreto di sequestro di prevenzione finalizzato alla confisca di beni, emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione nei confronti di un imprenditore 61enne indiziato di appartenenza a contesti di criminalità organizzata nell’ambito del territorio di Napoli, in particolare nei quartieri cittadini di Sant’Erasmo e San Giovanni a Teduccio, con interessi economico-criminali consolidati anche sull’importante arteria di via Nuova Marina nonché nell’area del Porto di Napoli. Sequestrati beni immobili, tra cui un’abitazione, diverse autorimesse e/o posti auto ubicati nel Centro Direzionale; la totalità dei beni strumentali di tre società, di cui una operante nel settore degli impianti di distribuzione di carburanti e due attive nel commercio di parti, accessori e ricambi per auto e motoveicoli; diversi rapporti finanziari e assicurativi.. Il provvedimento, che riveste natura cautelare e non definitiva, è stato adottato in accoglimento della proposta avanzata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica e dal Questore di Napoli, a seguito da un’articolata attività di accertamento patrimoniale condotta da personale della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Napoli, che ha fatto emergere una sistematica e prolungata accumulazione di ricchezza, ritenuta allo stato degli atti del tutto sproporzionata rispetto ai redditi formalmente dichiarati e riconducibile, ai fini dell’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale, a dinamiche di matrice criminale. Il destinatario del provvedimento è indiziato di appartenere al clan camorristico facente capo alla famiglia Montescuro, sodalizio criminale già promosso e diretto dal defunto Montescuro Carmine, detto “‘o munuzz”, particolarmente attivo nel settore delle estorsioni e dell’usura, nonché negli appalti e nelle commesse per i lavori di riqualificazione della zona orientale di Napoli, con particolare riferimento all’area portuale partenopea.