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Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma dei consiglieri Perifano, Fioretti, De Longis, De Lorenzo, Varricchio, Farese, Megna, Miceli, Sguera e Moretti.
 
Esprimiamo profonda preoccupazione e sconcerto per l’arresto in flagranza del capo di gabinetto del Sindaco e dirigente del Comune Gennaro Santamaria.
Siamo garantisti e attendiamo che la giustizia faccia il suo corso, ma il resoconto esposto dagli organi inquirenti appare allarmante. 
Dinnanzi a ipotesi di fatti oggettivamente gravi chiediamo, pertanto, che il Sindaco e l’Amministrazione, in modo chiaro e netto, prendano posizione sull’accaduto.
Siamo costretti purtroppo a ricordare che in questi anni, a più riprese, abbiamo lamentato, sul piano politico e amministrativo, la concentrazione di potere nelle mani di Santamaria. Un dirigente esterno, è bene ricordarlo, che non ha vinto un concorso pubblico, ma che è stato scelto con nomina fiduciaria del Sindaco. 
Ora la responsabilità penale è personale, e questo non si discute, ma dal punto di vista della gestione amministrativa va detto che l’operato di Santamaria è stato sempre difeso dall’Amministrazione, anche quando ciò era in palese contrasto con la normativa. Il caso più emblematico è quello della nomina a coordinatore dell’ambito sociale, per la quale avevamo presentato richiesta di revoca dopo il parere della Regione Campania che la riteneva illegittima. Ricordiamo ancora le nostre segnalazioni sulla revoca dei progetti e dei fondi per il Servizio Civile, sulla condanna subita dal Comune per condotta antisindacale del Dirigente al Personale, sulla sospensione della mensa della Caritas, sulla gestione dei concorsi. C’erano molti elementi che consigliavano un ridimensionamento di ruoli e influenze di Santamaria, ma le nostre rimostranze sono cadute nel vuoto.
Le vicende esposte dagli organi inquirenti riguardano inoltre procedimenti edilizi , verosimilmente istruiti in modo scorretto, che fanno capo a un Settore diverso da quello diretto da Santamaria. Chiediamo pertanto che l’Amministrazione, mentre la giustizia farà il suo corso, verifichi se ci sono altre cause di malfunzionamento degli uffici e di deviazione dalle regole di buon andamento dell’azione amministrativa, adottando ogni misura utile a prevenire qualsiasi fenomeno patologico all’interno dell’Ente.
 

FIORAVANTE BOSCO – L’arresto in flagranza di reato per concussione del dirigente esterno del Comune di Benevento di Benevento, Gennaro Santamaria, non mi sorprende affatto, perché era da oltre due anni che segnalavo a decine di Autorità amministrative e giudiziarie ciò che succedeva nella Città di Benevento.
Credo che la responsabilità politica di tutto questo non possa che essere addebitata anche al Sindaco Clemente Mastella, il quale ha tenuto in servizio il suo fido dirigente oltre i cinque anni previsti dalla legge, non per soddisfare esigenze contingenti o altamente specialistiche, ma per far dirigere un Settore dell’organigramma comunale, che è riservato solo ai dirigenti di ruolo, nominati con contratto a tempo indeterminato!
Naturalmente, per l’indagato vige il principio di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, e quindi voglio sperare che Santamaria possa dimostrare la sua estraneità ai gravissimi fatti che gli vengono addebitati.

ROSETTA DE STASIO – L’arresto del Dirigente Gennaro Santamaria desta molta preoccupazione in coloro a cui sta a cuore la città ed il modo in cui questa viene amministrata. Pur tenendo presenti tutte le cautele del caso, e la circostanza che per ogni indagato vige il principio di non colpevolezza fino ad una sentenza definitiva, va evidenziato che il fatto è di estrema gravità, trattandosi di un arresto in flagranza di reato.

Naturalmente la Giustizia farà il suo corso ma appare necessario ed imprescindibile che il Sindaco, che all’epoca aveva conferito al suddetto Dirigente l’incarico di tipo fiduciario (Santamaria non è vincitore di un concorso), provveda subito, al fine di cautelare l’Amministrazione e gli interessi della città, a sospenderlo dall’incarico. E’ infatti di fondamentale importanza una presa di posizione netta ed inequivoca su un episodio di particolare gravità che getta non poche ombre sull’operato di alcuni dirigenti del Comune.

E’ troppo tempo che gli autori di una mala gestione della cosa pubblica non si assumano le proprie responsabilità, purtroppo in molti settori. Non a caso ho chiesto più volte, rimanendo inascoltata, di nominare una Commissione speciale d’Indagine per l’accertamento di eventuali responsabilità riconducibili a dirigenti comunali. Probabilmente è giunto il momento di aprire gli occhi senza continuare a far finta che niente sia accaduto o accada. Mi auguro che l’Amministrazione adotti in modo immediato una posizione chiara che possa liberare il campo da equivoci ed atteggiamenti di superficialità che danneggerebbero non solo l’immagine del Comune, ma anche dell’intera città.

PD – Quanto emerso in queste ore è un fatto di una gravità che non può lasciare indifferenti e che scuote nel profondo l’amministrazione cittadina. L’arresto in flagranza di un dirigente di primo piano, figura di massima fiducia e braccio destro del Sindaco di Benevento in settori vitali per la città, è un evento che va ben oltre la semplice cronaca giudiziaria.
Sia chiaro: il nostro approccio resta rigorosamente garantista. Attendiamo che la magistratura e l’Arma dei Carabinieri, nel cui operato riponiamo la massima fiducia, facciano piena luce sui fatti. Al contempo, non possiamo sottrarci a una riflessione politica che oggi appare ineludibile. Se le pesanti accuse di concussione e il ritrovamento di ingenti somme in contanti venissero confermati, ci troveremmo di fronte a una gestione del potere opaca, che avrebbe agito proprio nel cuore del Comune, là dove i cittadini dovrebbero trovare risposte e non ostacoli.
Com’è stato possibile che tutto questo accadesse tra le mura di Palazzo Mosti, proprio nell’Ufficio di Gabinetto del primo cittadino, senza che emergesse alcun segnale di allarme? Il sequestro di oltre 150mila euro in contanti e beni di lusso a un dirigente pubblico è un dato che stride con le fatiche quotidiane dei beneventani e che solleva dubbi inevitabili sulla regolarità e sulla trasparenza dei servizi gestiti in questi anni.
Un Sindaco ha il dovere politico di rispondere della scelta dei propri collaboratori più stretti. Non si può ignorare il peso di un simile accadimento nel bilancio finale di questa consiliatura, che oggi si trova a fare i conti con un’ombra difficile da dissipare. È fondamentale capire se si tratti di un episodio isolato o se vi siano state carenze nei sistemi di controllo che dovrebbero garantire l’integrità della macchina comunale.
In questo momento delicato, la priorità deve essere la tutela della dignità di Benevento, che viene prima di ogni equilibrio politico o elettorale. Avvertiamo tutti il bisogno di ritrovare un clima di serenità e correttezza istituzionale. Il rapporto di fiducia tra la città e chi la governa ne esce inevitabilmente provato; per questo, oggi più che mai, sentiamo il dovere di chiedere chiarezza, convinti che Benevento abbia bisogno di una rinnovata a stagione politica, capace finalmente di costruire un’amministrazione che sia una casa di vetro per tutti i cittadini.

DAVIDE MAZZONE, segretario provinciale dei giovani democratici del Sannio. 
Questa mattina ci siamo svegliati con una notizia che non avremmo voluto sentire, il Dirigente comunale Santamaria è stato arrestato con l’accusa di concussione. Non avremmo voluto leggere di questa notizia che risulta essere l’ennesima coltellata che ferisce al cuore il rapporto di fiducia tra l’amministrazione e i cittadini.
La concussione è uno dei reati più odiosi per chi ricopre un ruolo pubblico: significa utilizzare l’autorità conferita dallo Stato per sopraffare il prossimo invece di servirlo. È una dinamica che avvelena il tessuto economico e sociale della nostra città, alimentando l’idea che per ottenere ciò che spetta di diritto serva piegarsi a logiche di potere distorte.
Non vogliamo credere che questo sistema fosse una prassi consolidata, ma il dubbio che non si tratti di un caso isolato è legittimo e inquietante. Come si suol dire, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina: chiediamo che venga fatta luce totale su ogni atto firmato e gestito dal dirigente in questione.
Il nostro territorio non può permettersi ombre sulla gestione della cosa pubblica. Per questo motivo, come Giovani Democratici del Sannio chiediamo la massima collaborazione dell’Amministrazione Comunale con gli organi inquirenti e la garanzia di un segnale forte di discontinuità politica e amministrativa che rimetta al centro il merito e la legalità.
Questi devono essere atti dovuti dell’amministrazione per evitare un ulteriore allontanamento dei cittadini, soprattutto i più giovani, dalla partecipazione civile. Quella della legalità non può essere solo una bandiera da sventolare a proprio piacimento.
Noi come Giovani Democratici del Sannio continueremo a batterci ed a presidiare per una politica di valori e senza compromessi”. Così Davide Mazzone, segretario provinciale dei giovani democratici del Sannio. 
 
 

“L’arresto in flagranza di reato di Gennaro Santamaria, dirigente del Settore servizi al Cittadino e responsabile del Gabinetto del sindaco, scrive decisamente una brutta pagina per la città di Benevento e rischia di minare profondamente il già fragile rapporto di fiducia tra cittadinanza e istituzione. Ci preme evidenziare, tra l’altro, che il ruolo di Capo di Gabinetto è per sua natura centrale nel funzionamento dell’azione amministrativa e non è un caso che la nomina del dirigente esterno Santamaria fosse di natura fiduciaria.  È da rilevare, intanto, che in più di un’occasione al predetto dirigente l’amministrazione Mastella aveva assegnato incarichi di dubbia legittimità. Per questa ragione, al di là degli accertamenti giudiziari di natura penale del singolo dirigente, è tuttavia di estrema importanza risalire alle responsabilità politiche, al fine di accertare eventuali criticità all’interno della gestione amministrativa dell’Ente. Benevento ha bisogno di un’istituzione comunale autorevole e credibile. Per questo, oggi più che mai, è indispensabile che si faccia piena chiarezza su questa vicenda, nel rispetto dei fatti e delle responsabilità che eventualmente saranno accertate nelle sedi competenti. Ci uniamo perciò all’appello della Procura della Repubblica, che richiama all’urgenza di fare fronte comune contro ogni forma di prevaricazione, a non subire in silenzio ma a denunciare tempestivamente episodi di pressione illecita di cui si è vittime o dei quali si viene a conoscenza”. Questa la nota a firma di Anna Maria Mollica, Allenza Verdi Sinistra.