Tempo di lettura: 4 minuti
Si terrà la settimana prossima l’incontro tra i legali dell’Azienda dei Colli di Napoli e gli avvocati della famiglia del piccolo Domenico Caliendo per avviare le trattative sulla richiesta stragiudiziale di risarcimento avanzata dai legali della famiglia. Lo ha reso noto il direttore generale dell’Azienda dei Colli, Anna Iervolino, a margine della cerimonia di piantumazione, nel prato del Monaldi, di un ulivo in ricordo del piccolo Domenico.
Sono stata informata – ha detto Iervolino – che la settimana prossima ci sarà un incontro che dà l’avvio alle trattative e sono fiduciosa, anzi sono certa, che si svolgeranno in maniera serena e soprattutto nel rispetto reciproco. In ogni caso – ha aggiunto – o nel processo, o fuori dal processo, l’Azienda è responsabile civile ed è tenuta a un risarcimento: ora la misura, i tempi e i modi sono scanditi dalla legge, dai regolamenti e dai procedimenti amministrativi. Da questo momento in poi le trattative sono state formalizzate per iscritto”.
Rispetto alla possibilità che in sede di processo, l’Azienda dei Colli possa costituirsi parte civile, Iervolino ha affermato: “L’Azienda chiaramente si costituirà parte civile, ma lo farà quando inizierà il processo penale e secondo le regole del processo penale”.
 
Io sono un tecnico e lavoro, sono pagata per lavorare e sono formata per lavorare, sono 30 anni che svolgo questo lavoro. Il mio compito e la mia responsabilità sono continuare a lavorare, altre valutazioni o commenti non mi appartengono”. Così il direttore generale dell’Azienda dei Colli, Anna Iervolino, ha risposto a chi le ha chiesto di eventuali sue dimissioni a seguito della vicenda del piccolo Domenico Caliendo. A margine della cerimonia di piantumazione in un prato dell’ospedale Monaldi di un ulivo secolare in ricordo del bambino, rispetto alle indagini in corso, Iervolino ha ribadito che “la magistratura sta facendo il suo corso e le indagini sono ad ampio raggio. Siamo stati rivoltati come un calzino da tutte le azioni ispettive che confermano e confermeranno la forza di questa direzione e di questa governance che svolge con serietà, rigore e trasparenza il suo lavoro. Quando succede qualcosa di drammatico le responsabilità sono di tutti, nessuno può tirarsi indietro: noi tutti siamo responsabili della guerra nel mondo, dei bambini che muoiono di fame e che sono utilizzati nelle fabbriche come schiavi”.
 
Da oggi nelle aiuole dell’ospedale Monaldi di Napoli c’è un ulivo secolare in ricordo del piccolo Domenico Caliendo, deceduto dopo un trapianto effettuato con un cuore danneggiato. L’Iniziativa, “semplice ma profondamente simbolica”, è stata voluta dalla direzione generale dell’Azienda dei Colli e si è svolta in concomitanza con la tradizionale celebrazione del precetto pasquale. Una cerimonia a cui la famiglia Caliendo ha deciso di non partecipare.
La signora Patrizia ci ha ripensato e ha deciso di non partecipare, ma io la comprendo – ha detto il direttore generale dell’Azienda, Anna Iervolno – perchè umanamente posso immaginare che per lei varcare i cancelli di questo ospedale rappresenti ancora un dolore molto forte e capisco che non era pronta. E’ passato ancora troppo poco tempo, ma è pur vero che l’abbraccio di tante persone, di tutto l’ospedale avrebbe potuto rappresentare un momento di riappacificazione, ma la comprendo perché il dolore di una mamma non si può descrivere”.
L’ulivo è stato donato dalla società che si occupa della gestione e della manutenzione del verde per l’Azienda. Prima della cerimonia, nella chiesa del Monaldi, Iervolino, visibilmente commossa, rivolgendosi ai medici e al personale sanitario e non presente, ha detto: “Quest’anno dopo la tragedia che ha coinvolto e travolto la famiglia di Domenico, ma anche noi, questa celebrazione ha un significato completamente diverso. E’ un dolore fortissimo quello che ha coinvolto la famiglia Caliendo e cui siamo vicini, ma anche noi soffriamo, abbiamo sofferto tutti, ma da tanto dolore sappiamo che abbiamo il dovere di trarre qualcosa di buono e può essere solo continuare a lavorare per una sanità pubblica migliore che è un dono prezioso”.
Iervolino ha sottolineato che “una simile tragedia avrebbe potuto dividerci e invece siamo tutti qui uniti, ogni giorno a lavorare con professionalità e amorevolezza perché il valore del prendersi cura degli altri è la nostra missione, la nostra identità. Abbiamo il dovere – ha proseguito – di prenderci cura dei nostri pazienti che varcano con fiducia le porte: nessuno di loro ci ha lasciato, nessuno ci ha tradito”.
Nel concludere Iervolino ha detto: “Il mio pensiero va alla famiglia di Domenico e a tutte le famiglie che hanno sofferto lo stesso dolore e ai professionisti travolti da questa immane tragedia. Prego con sincerità ed umiltà che il Signore aiuti tutti loro in un momento così buio della vita”.