Un solo voto, un equilibrio sottile che non significa vittoria ma sopravvivenza oppure continuazione di una situazione di agonia. E’ quanto è emerso dal Consiglio Comunale, fiume a dir la verità, ma c’era da aspettarselo, di Solofra, quello nel quale il sindaco Moretti rimette insieme i cocci di un vaso rotto raggiungendo una maggioranza, sulla carta, che gli consente di far passare il bilancio di previsione. Nove a otto il computo finale, sul filo del rasoio, un lavoro di ricostruzione che, però, lascia una serie di interrogativi alle spalle che non possono essere cancellati nè messi da parte.
Moretti perde tre consiglieri che mantengono la propria linea, De Stefano, Pisano e Attianese, ma guadagna quello che è stato l’ago della bilancia che ha trasformato il dolore in estasi. Quel Gaetano De Maio, ex vicesindaco, capace di attaccare, sfiduciare e poi avallare l’operato del primo cittadino, permettendogli di proseguire nel percorso.
Un atto di responsabilità ma per molti una scelta di irresponsabilità perchè potrebbe equivalere nel proseguire nell’agonia nella quale è piombata la cittadina di Solofra da un po’ di tempo a questa parte.
Evitare il commissariamento avallando ciò che gli stessi compagni di viaggio hanno definito inattendibile e contraddittorio non è chiaro quanto possa essere scelta responsabile, più che altro dà il segnale di quanto non ci sia accordo tra maggioranza e opposizione e tra maggioranza e maggioranza. Senza contare che lo stesso De Maio, a capo di un gruppo che si è praticamente sciolto, ha accettato un documento sul quale, in tempi passati, ha espresso delle perplessità.
E allora, perchè prima no e adesso sì? Per un senso di responsabilità nei confronti della città?
Potrebbe essere, perchè no, ma il quadro che emerge non rappresenta un nuovo inizio, bensì una toppa a un buco che ormai si allarga a ogni singolo movimento. Basti pensare anche alla Vietri che ha votato il bilancio ma si riserva di accettare l’assessorato, palesando dubbi sulla nuova ricomposizione della macchina governativa.
Insomma, un vaso ricostruito, pezzi riattaccati ma le crepe sono ben visibili, bisogna maneggiare con cura ricordando che a fine mese si deve discutere il bilancio consuntivo e che pende sempre la spada di Damocle della Procura della Repubblica di Avellino con un procedimento penale che potrebbe allargarsi a figure importanti all’interno della governance di Palazzo Orsini.




















